Officinadelgusto Eventi – Magna et Magnum

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Serata di buon cibo accompagnato da sei vini in formato magnum all’Officinadelgusto di Castenaso, nella provincia di Bologna. Questi i vini degustati:

Planeta Chardonnay 2006  Colore giallo oro quasi scuro. Naso molto ricco e intenso. Fiori d’arancio, gelsomino, e poi agrumi e frutta esotica. Vaniglia e miele e note minerali. Al palato è grasso e pieno, ancora fresco, armonico e maturo. Grande persistenza e retrogusto di arancia amara che mi ricorda la Sicilia. Molto buono.

Edi Keber Collio Bianco 2002  Tocai, Sauvignon, Ribolla Gialla, Pinot Bianco e Malvasia Istriana. Giallo intenso, opaco alla vista. Intensa mineralità al naso, fiori bianchi e sentori balsamici, albicocca matura e fieno. In bocca è quasi salato, buona acidità, intenso, di grande personalità e corpo, fruttato e floreale, lunghissimo e dal retrogusto ammandorlato. Super!

Hofstätter Pinot Nero Barthenau Vigna S. Urbano 2002  Il Pinot Nero in Italia? Per me, ci sono alcune etichette veramente eccezionali, due su tutte..il Pinot Nero di Gottardi e quello di Hofstätter. Evidenti note animali e di sottobosco accompagnano i sentori di frutti rossi, la liquirizia e la rosa in un bouquet di grande finezza ed eleganza. In bocca, i tannini sono sciolti, il sorso morbido e di buona acidità, ottimo equilibrio e buona concentrazione. Legno integrato perfettamente con una presenza marginale. L’eleganza fatta vino.
Lungarotti Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2000  Vino simbolo dell’enologia Italiana. Sangiovese e Canaiolo i vitigni. Intenso il naso, di terra bagnata, note animali, more, prugne, pepe nero e cioccolato. Potente in bocca, sapido e di (appena) giusta freschezza. Persistente e balsamico, colpisce per la sua longevità.
Bertani Amarone Classico 1998  Il vincitore della serata. Rosso intenso e scuro con l’unghia granata. All’olfazione è un continuo scoprire..l’amarena è la prima ad affacciarsi, ma è solo l’inizio. Liquirizia, goudron, prugna, cuoio, foglie bagnate e cacao. Quanta bontà! Al palato, i tannini sono vivi ma morbidi, vellutati, la freschezza vibrante, il corpo pieno. Grande equilibrio gusto-olfattivo e lunghezza. Maestoso.
Puiatti Aurato 1998  Si finisce con un vino dolce-non dolce. Giallo dorato nel bicchiere, dai sentori di frutta bianca, pera e mela, floreali e di miele. Al palato è appena dolce, direi abboccato, morbido e fresco, di buon corpo, persistente, con un finale ammandorlato.

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