Cantina Giardino – Paski 2015

Coda di Volpe (100%) – 12%

La coda spunta dal grano
Corre la volpe

Non mostra la bocca
ma sicuramente sorride

Sorride perché io sorrido

Alzo il calice e sento il profumo
delle spighe di grano cotte dal sole

il calore della terra che scalda la pancia

il pelo che riceve il massaggio delle spighe

la coda che ancora sente il soffio del vento

E corro libera verso il varco nel pollaio

 

Agnese


Prima una fucilata, poi un’altra; l’aria si impregna dell’odore della polvere da sparo, si mischia a quello dei fiori di campo, a quello del grano, a quello della terra. I cani corrono a più non posso; in lontananza una coda spunta dal campo di grano, si muove rapidamente, cambia direzione come il vento, fresco, frizzante, veloce. Alla fine rimane un leggero sentore selvatico a ricordare il passaggio di chi ora se la ride e l’odore del tabacco da pipa fumato dai cacciatori.

Fabbrica di San Martino – Bianco 2015

Vermentino, Malvasia, Trebbiano – 13%

Stimola le funzioni gusto-olfattive e fa innescare un processo di dipendenza, in modo tale da far prendere in considerazione la possibilità di finire la bottiglia da soli. Rivitalizza i sensi assopiti, infonde ottimismo, vitalità ed energia positiva. Pesche sciroppate e albicocche, fiori di campo ed erbe, spezie e gesso. Sale piccante in bocca, freschezza minerale e grinta polposa. Ottimo adesso, migliorerà ancora nel tempo; bisognerebbe aspettarlo ma come si fa a resistergli?!

Il Pendio – Chardonnay Etichetta Bianca 2005

Chardonnay (100%) – 14%

Teso come una corda di violino, acuto come i suoi suoni, soave come la loro successione; intonazione – ritmo – melodia. I sensi percepiscono chiaramente la differenza fra l’accozzaglia di chardonnay (con la c minuscola) opulenti e stancanti e i virtuosismi di questo splendido solista. Grande complessità ed eleganza, grande struttura e pungente mineralità. Frutta a polpa gialla, erba secca e finocchietto selvatico, anice e zenzero, sole e gesso. Salina intensità, irrequieta acidità, etereo capriccio, il Capriccio n°5 di Nicolò Paganini suonato dal grandissimo Giuseppe Gacceta in una rara incisione.

L’acino – Guarnaccia 2015

Guarnaccia Bianca (100%) – 13,5%

Figlia di un Dio minore, la Guarnaccia Bianca si guadagna il rispetto e l’ammirazione dei fedeli con questo piccolo miracolo. Si erge solitaria e pura in rarissime occasioni e mostra le sue virtù, come il metallo, dote di San Marco Argentano (l’antica Argentanum), dove si estraeva l’argento per coniare le antiche monete sibaritiche o i fiori policromi selvatici, la terra rossa e i sassi bagnati dei corsi d’acqua del Pollino. E non finisce qui; stupisce l’aroma delicato delle albicocche e ancor di più quello della papaya fermentata, dello zucchero imbrunito e delle spezie piccanti. Stupisce l’acidità spinta e il tannino appagante, il sorso salato e piccante, ma più di qualsiasi altra cosa stupisce l’equilibrio, la bontà e la persistenza di questo nettare. Raro.

Skerlj – Malvasia 2012

Malvasia (100%) – 12,5%

Brivido profondo alle radici e alle foglie; nasce così, fra le pietre, il vento e il mare la Malvasia di Skerlj. La terra rossa del Carso tinge di scuro la pelle dorata e l’antico desiderio si risveglia nel sangue, sulle labbra, nel ricordo. Oltre la collina, il vento azzurro trasporta i giacinti fioriti, le pesche mature e gli agrumi, le mandorle e le noci, le erbe selvatiche e il fieno agostano, lo zucchero bruciato e le resine fossili. Corpo roccioso e acuminato, fresco come il vento, salato come il mare, seducente come un morso sulle labbra. Fiero.