Il Pendio – Chardonnay Etichetta Bianca 2005

Chardonnay (100%) – 14%

Teso come una corda di violino, acuto come i suoi suoni, soave come la loro successione; intonazione – ritmo – melodia. I sensi percepiscono chiaramente la differenza fra l’accozzaglia di chardonnay (con la c minuscola) opulenti e stancanti e i virtuosismi di questo splendido solista. Grande complessità ed eleganza, grande struttura e pungente mineralità. Frutta a polpa gialla, erba secca e finocchietto selvatico, anice e zenzero, sole e gesso. Salina intensità, irrequieta acidità, etereo capriccio, il Capriccio n°5 di Nicolò Paganini suonato dal grandissimo Giuseppe Gacceta in una rara incisione.

Arunda – Phineas 2004

Assyrtiko, Chardonnay, Pinot Bianco – 13,5%

Un’altro progetto fantasmagorico, quasi impossibile, di Phineas alias Rainer Zierock. Se la ride da lassù il Professore con il polverone alzato, con il mistero che avvolge la sua opera, con l’azzardo Assyrtiko in Alto Adige, con lo scontro fra estimatori e denigratori. Ma il succo è un’altro e si trova nel mio calice; oro ramato colato, magistralmente ossidato, rigato da dense lacrime di resina e mandorle stese al sole a seccare. Cedro candito e fichi maturi, pesche e albicocche macerate in alcol e miele, e scintille di Alleluia! Fitte acide assyrticose, dotate di sale iodato, lacerano un tessuto setoso, ricoperto da uno spesso strato di bollicine finissime. Mi rimane un ricordo unico e un retrogusto leggermente amarognolo lunghissimo.

Torcuato Huertas – Purulio 2015

Sauvignon Blanc, Macabeo, Palomino, Chardonnay, Viognier, Albariño, Torrontés, Moscatel de Alejandría, Jerezana – 13%

Succede a Sierra Nevada, fra i 950 e 1200 metri s.l.m.  Il Macabeo, il Viognier, il Torrontés e gli altri, vitigni gitani che compongono Purulio, danzano e cantano il flamenco, offrendo uno spettacolo mozzafiato, fra una bulería e una seguiriya. Il vino andaluso incanta con il suo manto arancione e fa innamorare con la sua pelle profumata; albicocche e pesche candite, buccia d’arancia e noci, fiori e resine, sherry fino e miele. Travolge con la sua intensità, la sua carica misteriosa, la sua melodia, la sua generosità, la sua lunghezza, il suo duende. Vibra di ritmo e acidità, movimenti bruschi, in verità armonici, e tanta passione. ¡Olé!

Ca’ del Conte – Fenice 2013

Chardonnay (100%) – 14%

Uccello mitologico, sacro e immortale la Fenice, dal collo dorato e dalle piume rossicce, risorge dal vino e fa spiccare il volo a noi. Planiamo sopra frutteti di peschi e susini, campi di grano arsi dal fuoco purificatore e barriere di cannameli immaginari; l’aria profuma di terra smossa e calcare, fiori d’acacia in pastella e cespugli di geniste. Le lacrime amare della fenice diventano nettare prezioso, sale e zucchero, morte e vita. Finiscono facendo atterrare un volo lungo una vita, piena ed emozionante, per poi farla rinascere e decollare..ancora ed ancora!

Weingut Maria & Sepp Muster – Erde 2013

Sauvignon (80%), Chardonnay (20%) – 13%

Soffio sul fiore giallo

Il tarassaco si trasforma

in pistillo bianco

Farfalla

Gabbiano

Sparisce nel cielo

Nebulosa

Metamorfosi

E ricomincio da quì

 

Agnese


Universi paralleli che si incontrano all’infinito; legno e argilla convergono per incontrarsi in un punto lontano e produrre scintille di emozioni che si spargono tutt’intorno. Fiori di sambuco e camomilla, albicocca e agrumi citrini, trigonella afrodisiaca ed erbette pungenti, zenzero e resine fossili, allusioni caramellate e polverizzata mineralità che scende a pioggia. Brividi di acidità, sale granulare e tannini ostici, poi, la pace, l’equilibrio raggiunto, perfetto, emozionante. Lunga vita!