Alessandro Viola – Sinfonia di Grillo 2015

Grillo (100%) – 13%

Sicilia. La resina dei pini marittimi, il mare mosso e l’aria ricca di iodio, il sole benevolo, i profumi e i colori dei limoni, del basilico, dei fiori bianchi estivi, delle mandorle, dei chiodi di garofano. Una passeggiata sulla spiaggia a piedi nudi con un “calice sinfonico”; il vento nei capelli, la freschezza dell’acqua, il sale sulle labbra, la forza nel corpo, l’unicità di un momento eterno e il Grillo di Alessandro Viola.

Azienda Agricola Cos – Zibibbo in Pithos 2014

Zibibbo (100%) – 10,5%

La brezza profuma d’Oriente

Gonfia la vela

Il carro navale approda
sulla riva di argilla

Nettare di Dioniso
Orgia dei sensi

Senza più vento
si perde la nave

Vaga nell’acqua
sprofonda negli abissi terreni

Ah! il pithos benefico la fa risalire

Il cocchiere ha compiuto
anche quest’anno il miracolo

E’ vita!
La vita!

Agnese


 

 

Pianta l’albero maestro Dioniso e torna in acque amate trasportando profumi e sapori dall’Oriente; fico d’India e mango, incenso alla rosa e spezie gialle. Il vento marino gonfia la vela e, dopo varie peripezie, fa approdare la nave sulla spiaggia d’argilla, giusto in tempo per le feste delle Antesterie. Sfila il Carrus Navalis fra canti e balli, ierogamie ed orge. L’aria profuma di fiori pungenti, cedro e bergamotto, mandorla e pistacchio. Il vino scorre abbondante, dolce come il miele e fresco come il mare, puro ed elegante come questa terra. E’ la storia che ammalia ancora una volta.

Badalucco – Grillo Verde 2015

 Grillo, Verdejo – 14,5%

Il “picciriddu” è estasiato davanti alla grande vetrina dell’antica pasticceria siciliana, sotto lo sguardo divertito e amorevole del nonno. Con gli occhi sgranati e l’acquolina in bocca fissa una grande cassata che pare un’opera d’arte ricamata. Il nonno, con un cenno, fa confezionare il dolce che il nipotino vede recapitare tra le sue mani. Poi, i due salgono sulla vecchia Fiat Topolino per fare ritorno a casa per il pranzo domenicale. I profumi riempiono la macchina; il marzapane, i pistacchi frantumati, i canditi di cedro e la scorza d’arancia candita, un'”idea” di distillato, il rosolio e l’acqua di zagara. A casa, la nonna ha steso la tovaglia di lino, dove, orgoglioso e sorridente, il picciriddu poggia la torta, mentre il nonno stappa una bottiglia di vino per il brindisi, un brindisi pieno di gioia, pieno di Sicilia; affilato, complesso e ampio, un inno alla territorialità e..al Pan di Spagna!

Aldo Viola – Egesta 2015

Grillo (100%) – 12,5%

LA PROPRIETA’ CONTADINA

Questa proprietà necessaria alla vita del contadino, come un polmone o un cuore, è naturale. Non si può immaginare di sopprimerla se non in un sistema artificiale concepito fuori dal mondo. Appena ci si affida al mondo, tale necessità diventa comune a tutti gli esseri viventi, come la terra che sta tra le radici di un albero e della quale non si può privarlo senza che ne muoia. È la verità. Una prova dell’artificiale della società moderna (di questo snaturamento impostale dalla tecnica) è appunto la sua incompetenza in materia di verità. Essa non crede più a quel che vede; a volte non riesce neanche a vederlo; crede piuttosto a ciò che inventa. Basta vivere fuori dal sociale perché non ci si possa più intendere con esso. Non si parla più la stessa lingua, le parole non hanno più lo stesso valore, non si ha la stessa visione del mondo. Se per voi una cosa è evidente, gli altri vi gridano tutti assieme: dove la vedi? Per il contadino non ci sono dubbi sulla necessità di questa proprietà; gli è chiara come il sole, vive grazie a essa; deve vivere grazie a essa. La fiera più selvaggia ha il suo territorio; se la si caccia, torna a farsi uccidere; la vita dell’albero più inutile ha un’importanza tale per cui esso è il padrone assoluto della terra che trattiene tra le sue radici. L’economia generale dell’universo non contempla la comunanza dell’uso. Tutti gli esseri viventi hanno un territorio materiale di cui non possono consentire l’uso ad alcuno all’infuori di senza morire. Considerate semplicemente i vostri rapporti contadini col resto del mondo, bestie e piante. Voi intervenite nel territorio di ciò che volete distruggere; rispettate accuratamente il territorio di ciò che volete conservare.

Dal libro di Jean Giono “Lettera ai contadini sulla povertà e la pace” (1938).


“Rispettate accuratamente il territorio di ciò che volete conservare”.. come fa Aldo Viola; “spreme” i grappoli di Grillo per donarci un nettare ancestrale, che provvede ai nostri sensi cose supreme ed eccellenti, come la crudezza affascinante dell’odore della terra e la freschezza citrina degli agrumi, le proprietà benefiche delle erbe officinali e il “solletico olfattivo” dei chiodi di garofano. Etereo, sorvola Sinus Aegestanus e respira elektron e iodio antico; si tuffa nel mare salato e riemerge carico di energia e ricco di storia millenaria. Austero come l’esercito spartano al fianco dei siracusani nella guerra contro gli ateniesi e lungo come un viaggio nel tempo, diventa l’esempio della bontà del “Rispettate accuratamente il territorio di ciò che volete conservare”.

 

Porta del Vento – Maquè Rosé 2014

Perricone (100%) – 12,5%

Aristocratico e passionale come Tancredi, plebeo e affascinante come la bella Angelica, l’antico Perricone “sbianca” dalla vergogna davanti alle avances di lui e diventa rosa come le gote di lei nell’inseguimento amoroso tra i due. Il Maquè conquista con i suoi sentori di macchia mediterranea, i piccoli frutti rossi acerbi, la rosa e le tonalità fumé. Si percepisce la terra siciliana, il vento e il mare, la freschezza e il tannino misurato, la struttura e la grande bevibilità. Potrebbe essere questo il vino servito nei saloni di Palazzo Salina nel romanzo di Giuseppe Tommasi di Lampedusa “Il Gattopardo”.