Sorseggiando a Santorini – Luglio 2016


Haridimos Hatzidakis

Visita alla nuova cantina sotterranea (in anteprima) di un grande vigneron. Questi i vitigni locali che coltiva, oltre il famoso Assyrtiko: Aidani, Mavrotragano e Voudomato o Voidomatis.


George Gavalas

Recentemente premiato dallo stato greco per il suo grande lavoro nel recupero di varietà praticamente estinte, George Gavalas, con pazienza e amore, è riuscito a “resuscitare” il Katsanò, un vitigno eccezionale ma molto sensibile alle malattie e dalle rese molto basse. Nelle mani di George riesce a regalare emozioni forti con il nettare prodotto. Oltre all’Assyrtiko, Aidani, Mavrotragano e Voudomato, coltiva anche la varietà Athìri.


Antonis Argiròs

ArtSpace è un’azienda vinicola e distilleria costruita nel 1830 e, nello stesso tempo, una delle più interessanti gallerie d’arte d’Europa. Un tempo qui si produceva anche polpa dal famoso pomodorino di Santorini. La quarta generazione dei vignaioli di ArtSpace si materializza nella persona di Antonis Argiròs, che porta avanti la tradizione della famiglia nella piccola Canava di Santorini (la più piccola dell’isola) rispettando la natura e la persona, rifiutando l’uso della chimica e di altre diavolerie. 7000 bottiglie la produzione totale.

Borderwine Natural Wines 2016–1a edizione – Cividale del Friuli

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La prima edizione di Borderwine-Natural Wines parte col botto. Nello splendido Castello Canussio, a Cividale del Friuli, va in scena una tra le più belle e interessanti manifestazioni sul vino naturale a cui ho mai assistito. Eccellenti vignaioli da Slovenia, Italia e Austria propongono i loro vini, raccontano le loro fatiche e i loro sogni, in un clima amichevole e rilassato, ad un pubblico (con mia grande soddisfazione) realmente interessato ad ascoltare e capire che cosa si nasconde dietro una bottiglia di vino. Manifestazione-modello che si trova solo alla sua prima edizione e che, sicuramente, può e deve apportare alcune migliorie, ma che ha il futuro assicurato. Complimenti agli organizzatori. Ecco alcune istantanee della due giorni di Cividale.

l’ACINO vini

 


“Lì, sulla Piana di Sibari, tra lo Jonio e il Tirreno,
tra il Pollino e la Sila, c’è una terra: rossa ed argillosa,
ricca di nutrimento e con un microclima mediterraneo,
storicamente ideale per le vigne.

Su quella terra, la storia sedimenta
e viene assorbita dalle radici,
arricchendo di contrasti i nostri vini.”


Greco Bianco, Guardavalle, Guarnaccia Bianca, Mantonico Pinto, Magliocco, Greco Nero, Guarnaccia Nera. Vitigni antichi non pienamente valorizzati, un patrimonio calabrese e italiano da salvaguardare come, con grande dedizione, fanno i ragazzi de “l’acino”.

Abbiamo incontrato Antonello Canonico e Dino Briglio Nigro nella loro cantina a San Marco Argentano (CS). “L’acino” è ormai una realtà consolidata che porta a conoscenza degli italiani vitigni interessantissimi e ottimi vini, come il Chora Rosso, il Chora BiancoForse Sono Fiori, Mantonicoz e Toccomagliocco.

Le idee e i progetti non mancano, infatti, sono in arrivo nuovi vini; un rosè da uve magliocco, un bianco da Guarnaccia affinato in legno, molto promettente (forse il vino più importante de “l’acino”), che esordirà alla fine del 2016, e uno spumante da uve Mantonico (80%) e Guarnaccia Nera (20%).

Grande fermento, quindi, a San Marco Argentano.. e non finisce qui. Nuovi vigneti si aggiungono a quelli esistenti, come questa vigna di quattro ettari di Guarnaccia Bianca e Mantonico su un terreno rosso, ricco in argilla e minerali.

Un grande “in bocca al lupo” ai ragazzi de “l’acino” che, tra mille difficoltà e con tanto coraggio e orgoglio, riescono a valorizzare i vitigni antichi di una terra aspra ma ricca, carica di storia e tradizioni, come la Calabria.

Viniveri 2016 – Cerea

Tra le tante conferme di una bella e seria manifestazione come quella di Cerea, focalizziamo la nostra attenzione su alcuni produttori, a mio avviso, molto interessanti.

Esencia Rural. L’essenza rurale che resiste al tempo che passa, preziosa e sempre più rara da ritrovare. Airén e Tempranillo in varie declinazioni e la chicca Tinto Velasco. Vini autentici, e tutti, ma veramente tutti, eccezionali.

Nel nutrito gruppo dei Vignaioli Georgiani, tra gli altri, troviamo i vini di John Wurdeman (Pheasant’s Tears); Mtsvane, Rkatsiteli, Tsolikouri, Khikhvi, Tavkveri, Saperavi. I vini di John Okro, quelli di Artanuli, rappresentati da Keti Berishvili, e i vini di Doremi della regione di Samergelo; Ojarerhi, Aladatsuri, Kisi, Chinuri, Rkatsiteli, Saperavi e Tavkveri. Tutti particolari e interessantissimi.

Ma è quando arrivo al banco di Giorgi Natenadze che “mi si apre un mondo”. Parliamo della regione montagnosa di Meskheti (attuale Samtskhe-Javakheti) nel sud-ovest del Paese,  un territorio storicamente appartenente al gruppo etnico degli Armeni.  Vitigni antichissimi dai nomi di Tskhenisdzudzu, Kharistavala o Meskhuri Shavi, che dopo l’invasione turca nel 16° secolo e la quasi totale distruzione del vigneto locale, hanno rischiato di sparire, ma che -fortunatamente- sono soppravissuti e hanno portato fino ai nostri giorni viti che hanno 400 anni di vita sulle spalle. Una regione vitivinicola potenzialmente importantissima quella di Samtskhe-Javakheti, con ideali condizioni climatiche per la viticoltura. L’antico avanza nella veste del nuovo; la storia vinicola meskhetiana prende le sembianze di Giorgi Natenadze e racconta in modo schietto, amichevole, diretto, delizioso, il suo territorio. Vini fantastici, emozionanti!

Dal sud della Slovenia arriva l’Anarchia Organica di Aci Urbajs. Varie annate di un blend di Chardonnay, Riesling e Kerner e un Sivi Pinot. Gran carattere e bontà in veste biodinamica. Organic Anarchy for ever.

Finiamo con tre realtà molto interessanti. Christine et Gérard Eyraud di Domaine de Rapatel, propongono i loro piacevolissimi vini a base dei vitigni bourboulenc, Chasan, Roussanne per i bianchi e Grenache, Carignan, Cinsault, Mourvedre, Syrah, Cabernet Sauvignon per i rossi.

Intriganti i vini del Castello di Lispida con in testa un Amphora Bianco minerale e profondo e l’interessantissimo rosso Montelispida.

Dalla Sardegna con furore sbarca Panevino. Gianfranco Manca porta ad assaggiare quel che sarà. Un 2015 che promette benissimo; vini essenziali, tanto da diventare indispensabili. Imperdibili!

 

 

 

Un giro ai “confini della realtà”: Collio e Brda.

Una bellissima realtà vitivinicola quella del confine italo-sloveno, dove Collio e Brda si fondono in un abbraccio indissolubile.

Si parte con una visita all’amico Dario Princic, a Oslavia. Dopo una prima visita un po’ di tempo fa, veniamo accolti dal figlio Marko e dopo poco ci raggiunge Dario; sempre emozionante e nello stesso tempo spassoso sentirlo parlare.

Seconda tappa a Medana e incontro con Aleks Klinec, eccellente chef e vignaiolo. Siamo sulla strada giusta, quella dell’Ortodox.

Visitiamo Kojsko, dove ritroviamo gli amici Janko e Tamara. I vini di Kmetija Stekar sono, a detta dell’amico Giovanni Segni, “un monumento alla sacralità delle bucce”.

Prossima fermata Dornberk, nella Valle del Vipacco. Si arriva da Franc Vodopivec, dove veniamo accolti dalla Signora Alenka con un gran sorriso e tanti manicaretti ad accompagnare gli ottimi vini. Buonissimi anche i succhi e le marmellate.

Ultimo incontro con il grande amico Franco Terpin. Sempre in piedi, anche con la febbre che prova a metterlo in difficoltà..naturalmente non ci riesce!