Domaine Fouassier – Iconoclaste 2013

Pinot Noir (100%) – 12,5%

Scorrono rivoli di vino rosso sulla calce, incontrano petali di rosa, ciliegie e lamponi, come in un quadro di arte contemporanea, dove si fondono realismo, espressionismo ed astrazione. Il calice-tela, dove si intrecciano i fili della trama, viene colorato di un rosso passionale, portatore di vibrazioni vitali e vigorose. Brioso e croccante, trascina i “malcapitati” in una beva compulsiva, rompendo il monolite dell’omologazione. Un vero iconoclasta.

Alexandre Bain – Mademoiselle M 2013

Sauvignon (100%) – 13%

Un vino di rara bellezza, fuori dagli schemi di Puilly-Fumé e lontano anni luce dalla maggior parte dei Sauvignon.  Straordinariamente complesso e fine al naso, ci accoglie con sentori di pesca matura, mela gialla e limone, resine, grano ed erbe officinali, una punta di ossidazione e una mineralità calcarea sottolineata con la punta di una matita. Succulento e grasso al palato, esprime un sorso ricco e dolce, equilibrato magistralmente da una freschezza e una salinità che lo rendono “indisciplinato” e delizioso. Il finale è lungo e sottilmente amarognolo. Profondo e anarchico.

Pierre Ménard – Le Quart des Noëls 2013

Chenin Blanc (100%) – 13,5%

Vigna piantata nel 1920 su un terreno scistoso, “Le Quart des Noëls” ci offre i suoi frutti affidandosi alle mani del giovane Pierre Ménard. Il 2013 è la prima annata prodotta e ci regala un vino straordinario. Intensità e grande classe al naso con sentori di cedro, mela renetta, pera e melone bianco, burro, pepe bianco e zafferano, leggera affumicatura e marcata mineralità calcarea. Eterea eleganza profusa che al palato si trasforma in un sorso concentrato di straordinaria freschezza e sapidità. Aromatico (ma non troppo), lungo e dal finale finemente amarognolo, “emerge e mi illumina”, e come dice Paul Verlaine: “Blanche, Vénus émerge, et c’est la Nuit.” Bottiglia 703 di 1030.

Domaine de l’Ecu – MEPHISTO Cuvée MMXIII

Cabernet Franc (100%) – 12%

Cabernet Franc, piantato su un suolo granitico, lavorato in biodinamica. Invecchia e si affina in vecchie botti di legno ed anfore senza l’aggiunta di solforosa né di zolfo. Vino espressivo, tanto fine quanto incisivo. Si apre su sentori di more e di pepe bianco, per ampliarsi su note terrose e di foglie bagnate, violetta e spezie dolci. Marcata la mineralità sia al naso che in bocca; rotondo, dai tannini setosi e dal sorso delicato e profondo, regala equilibrio e grande piacere gusto-olfattivo. Fascino naturale.

Domaine de l’Ecu – LUX Cuvée MMXIV

Chardonnay (100%) – 13%

Madre di Dio, che vino!!!


Siamo nel periodo dei Saturnali (dal 17 al 23 dicembre), quando, tra banchetti e sacrifici, si festeggiava il dio Saturno; quando gli schiavi potevano considerarsi momentaneamente liberi ed eleggere il loro “Princeps”, personificazione di una divinità infera, da identificare di volta in volta con Saturno o Plutone, preposta alla custodia delle anime dei defunti, ma anche protettrice delle campagne e dei raccolti. In epoca romana si credeva che tali divinità, uscite dalle profondità del suolo, vagassero in corteo per tutto il periodo invernale, quando cioè la terra riposava ed era incolta a causa delle condizioni atmosferiche. L’equivalente greco del dio romano Saturno era Kρόνος, Krono, il padre di Zeus. Quando i Romani sovrapposero Saturno a Kronos, la divinità ellenica era già da tempo assimilata a Xρόνος, Chrònos, il tempo che scorre. Ora siamo negli inferi, nel regno dei morti, ma “corriamo” verso il solstizio d’inverno (23 dicembre), corriamo verso la rinascita, verso la luce. La vita di Cristo è la simbologia dell’evoluzione terrena dell’anima; il sacrificio del corpo di Cristo è il sacrificio del corpo fisico in favore del corpo eterico. Muore uomo, passa dalla “porta degli dei” accedendo agli stati sopraindividuali, dove viene purificata l’anima, e rinasce dio. Rinasce il sole, rinasce la LUX. Dalla mineralità delle profondità del suolo e delle resine antiche alla vitale freschezza del limone e del mandarino, dei fiori delicati e dell’anice stellato. Il Chrònos scorre lentamente, e dopo 9 mesi di una custodia silenziosa e amorevole nelle anfore, ci consegna un nettare delizioso, teso, fragrante, cremoso, che, con il passare del tempo, sacrifica il suo corpo fisico in favore di quello eterico..muore uomo per rinascere dio. 1862 applausi.