Art Space – Nikteri 2011

Assyrtiko (100%) – 14,5%

Solstizio di vino

illumina
spalanca la porta degli uomini

Impetuoso
Forte come il sole di giugno

Allunga ed espande il sentire fino al massimo
poi ritira e si condensa nel respiro cosmico dell’umano
al di là della soglia

E là, Dioniso spiega le vele

Ti invita a salire

Viaggio per cuori impavidi
come solo i cuori puri sanno essere

Evì Evàn

 

Agnese


Il Nikteri di Antonis, un’ode a Santorini come quella di Odysseas Elytis:

“Sei emersa dalle viscere del tuono
Rabbrividendo fra le pentite nuvole
Pietra amara, provata, imperiosa
Hai chiesto come primo testimone il sole
Per incontrare insieme il rischioso splendore
Per aprirti con un’eco trionfante al mare aperto”

Soffia il Meltemi quando Oriente ed Occidente s’incontrano nel Mediterraneo. Trasporta l’anima di Santorini, lo iodio e l’ambra, essenze del mare burrascoso; il riflesso chiaroscuro della pomice e della roccia basaltica, del magma che fu; il meraviglioso profumo dei fiori bianchi, della buccia degli aranci amari e del fichi d’India maturi; il fuoco macerato del sole ellenico, potente, travolgente, emozionante. Intensità verticale a picco su un sorso freschissimo, dinamico, eroico; un lungo viaggio per cuori impavidi. Un’opera d’arte da esporre ad una delle più interessanti gallerie d’arte d’Europa, a undici metri sotto terra.

 

 

 

Arunda – Phineas 2004

Assyrtiko, Chardonnay, Pinot Bianco – 13,5%

Un’altro progetto fantasmagorico, quasi impossibile, di Phineas alias Rainer Zierock. Se la ride da lassù il Professore con il polverone alzato, con il mistero che avvolge la sua opera, con l’azzardo Assyrtiko in Alto Adige, con lo scontro fra estimatori e denigratori. Ma il succo è un’altro e si trova nel mio calice; oro ramato colato, magistralmente ossidato, rigato da dense lacrime di resina e mandorle stese al sole a seccare. Cedro candito e fichi maturi, pesche e albicocche macerate in alcol e miele, e scintille di Alleluia! Fitte acide assyrticose, dotate di sale iodato, lacerano un tessuto setoso, ricoperto da uno spesso strato di bollicine finissime. Mi rimane un ricordo unico e un retrogusto leggermente amarognolo lunghissimo.

Gavalàs – Vinsanto 1995

Assyrtiko, Athìri, Aidàni – 9,5%

Annuso la Grecia e mi emoziono. Qui trovo tutto; il trito e ritrito sirtaki e le poesie dell’immenso Odysseas Elytis. Trovo il tramonto di Santorini e il Meltemi, la Grecia che mi ferisce e quella che mi rende orgoglioso. Il sacro e il profano, l’azzuro e il dorato, il bianco e il blu notte. Trovo un ulivo, una vite e una barca (tutto quello che serve per rifare la Grecia cit. Odysseas Elytis), la fatica e il sorriso, i marmi del Partenone e la povertà. Trovo l’incenso della chiesetta ortodossa e l’uva passa che lo stesso Esiodo mi ha insegnato a preparare: “Quando Orione e Sirio giungono in mezzo al cielo e Io dalle dita rosa può vedere Arturo, allora taglia e porta a casa tutte le tue uve. Stendile per dieci giorni sotto il sole e per cinque all’ombra.” C’è la frutta candita e quella secca tostata, albicocche, mandorle e noci, i fichi dolcissimi e la cannella. Denso ma freschissimo, sfodera un’ossidazione controllata meravigliosa, una “pienezza” che colma l’anima e una ricchezza che i soldi non potranno mai offrire. Non finisce mai e mai finirà. Grazie George Gavalas.

Papargyriou Winery – Le Vigneron Grec 2015

Assyrtiko (100%)  – 12%

L’altro Assyrtiko, coltivato a 850 metri, macerato e coccolato dal Moscato e dai venti salubri del golfo di Corinto; una sorpresa di notevole intensità e complessità aromatica. Pera Abate, albicocca e fico d’India, buccia d’arancia, gelso bianco e fiori di limone, mineralità sabbiosa, miele e una spalmata di burro imbrunito. In bocca entra come un rasoio, spiazza e detta legge; impone la freschezza, la sapidità, il frutto, i tannini, vivi più che mai. Un enorme potenziale gli garantisce un futuro luminoso e un presente sorprendente. 1500 bottiglie che finiscono in un attimo.

Domaine Karanika – Brut Cuvée Prestige Zero Dosage 2014


Assyrtiko, Xinomavro – 13%

Dinamite! Esplode nel calice alzando un gran polverone (spuma), dove innumerevoli minuscole bollicine bagnano e solleticano il naso. Un “fiume in piena” investe le nostre vie aeree; una finissima e intensa mineralità e una punta verde aprono la strada ad un meraviglioso viaggio sensoriale: mela, pera, albicocca, buccia d’arancia, cedro candito e noce, e poi camomilla, fiori di limone, lievito e miele. Autoritario e rigoroso, secco, freschissimo e strutturato, “scuote” il palato ed eleva decisamente il livello degli spumanti greci verso vette molto alte. Sorso bilanciato, di carattere e di considerevole lunghezza. Imperdibile.