Franco – Strozzaprete 2015

Strozzaprete (100%) – 13%

Siamo a una decina di chilometri da Lucca, tra Garfagnana e Viareggio. Nella località Cùcchero, nonno Pietro cura una trentina di piante (una volta erano cinquanta) di Strozzaprete (vitigno a bacca bianca autoctono garfagnino), praticamente scomparso dai radar vitivinicoli; lo ha recuperato, tempo fa, nel campo dello zio Gigi, a San Martino in Freddana. Una volta, il vino prodotto, si usava come vino da taglio per correggere alcune caratteristiche di altri vini. L’intuizione del nonno è stata quella di usarlo in purezza. In vigna ha usato solo il rame, poi, più nessuna “diavoleria”. Nessuna aggiunta di solforosa, nessuna filtrazione (ma solo due travasi) e niente controllo di temperatura. Ne viene fuori un miracoloso medicinale di automedicazione per il corpo e per l’anima. Una settimana di macerazione sulle bucce gli dà il colore caldo del sole pomeridiano estivo. L’aria delle colline boschive ai piedi delle Alpi Apuane riempie i polmoni di salute; le erbe selvatiche dei poggi (nepitella, cavoletti selvatici, tarassaco, erbi) richiamano la vita di una volta, genuina, selvaggia, non costruita. I fiori di gelsomino, intensi ed elegantissimi, la buccia di limone e lo zafferano, le albicocche stramature e i fichi, il miele d’acacia e i chiodi di garofano, così come l’argilla rossa, figlia di questa terra, offrono un bouquet di rara bellezza olfattiva e ampio respiro. Grande freschezza e tanta sostanza, tannino amichevole, alcol gentile e sorso lungo e commovente. Della miracolosa soluzione di nonno Pietro sono state prodotte cinquanta bottiglie.

Clos Lapeyre – Vitatge Vielh 2006

Gros Manseng (50%),  Petit Manseng (40%), Courbu (10%) – 13,8%

Violoncello, arpa, ottavino, tuba, timpano, manseng e courbu. Orchestra composta da strumenti insoliti magistralmente diretta da Jean-Bernard Larrieu, che con la sua bacchetta magica ci regala una bellissima sinfonia sensoriale. Ampio e articolato il naso, alterna acuti agrumati di lime e pompelmo a note gravi burrose. Gli alti e bassi si susseguono con impeccabili inserimenti di erbe aromatiche e grano, zenzero pungente e mandorle tostate sotto miele, resina di pino e albicocca candita. Tensione e vibrazioni scuotono il palato, dal burro salato alla felce, fino alla ricchezza della frutta candita e secca, per un sorso di grande equilibrio e grandissima piacevolezza. Applausi a scena aperta.

Podere Veneri Vecchio – Bianco Tempo 2013

Grieco (50%), Cerreto (50%) – 12%

Le prime pennellate le troviamo in etichetta e sono solo il preludio di quello che incontreranno i nostri sensi nel calice; pennellate di vibrazioni eteriche, campi energetici benefici e arcobaleni di luce a frequenze invisibili agli occhi di tanti. La composizione è un capolavoro di finissima fattura, dove gli antichi fasti del Grieco e del Cerreto vengono rispolverati, mettendo in mostra schizzi arancioni e verdi di bucce strizzate di arance e cedri, frutta gialla matura arrossata dal sole, fiori secchi sparsi tutt’intorno e nocciole frantumate. I colori incontrano i profumi ed insieme sposano i sapori, dal dolce al salato, in un sorso fresco e leggermente astringente, vivo ed elegantemente estroso. Un bellissimo quadro nel cui angolo in basso a destra leggiamo il nome del maestro: Raffaello.

Tiago Teles – Maria da Graca 2014

Alfrocheiro (100%) – 12%

Come una samba, giovane e allegra, Maria da Graca “balla” nell’etere, accarezza i sensi, sorride ammiccante, conquista. Una corona di fiori sui capelli, ciliegie selvatiche alle orecchie, la salsedine sulla pelle. Morbide le sue labbra, fresca la sua bocca, acuto il suo timbro. E’ un piacere sentirla, leggera ma persistente, come una canzone registrata per sempre nel solco della nostra memoria. Deliziosa.

Podere Pradarolo – Vej Bianco Antico 2006

Malvasia di Candia Aromatica (100%) – 12,5%

Si viaggia, con la mente e con i sensi,  fra nobili roseti antichi, prati di camomilla, istantanee di campi tempestati di balle di fieno, e alberi fatati carichi di cedri e arance candite. Si sorseggia il tè nero e si gustano cubetti di zenzero caramellato, marmellata di clementine e bergamotto al cucchiaio. L’incenso dà una dimensione tanto religiosa quanto sensuale, praticamente un atto d’amore, spirituale e fisico. Dal tocco fresco e deciso del sorso all’attrito dinamico del tannino, incontriamo il piacere, persistente ed effimero, in equilibrio sulla punta di una lama. Emozionante.