Cristiano Guttarolo – Amphora Bianco 2014

Verdeca, Bianco d’Alessano – 11%

Mi attacco alle radici

per non perdermi nell’aere.


Estratto di radici profonde; rafano nobile affondato nel calcare, radicchio selvatico, arbusti bassi e chiome cespugliose, mela verde, spezie e resine. Selvaggia bellezza aggrappata alla terra e cullata dall’anfora, sferzante, salina, citrina, concentrata, espressiva, singolare. E’ la terra che si fa amare, tonica, asciutta, fragrante. Un colpo di fulmine.

Cascina Tavijn – Ottavio 2015

Grignolino (100%) – 13,5%

Ottavio lo potrei bere tutti i giorni; perché ha carattere e nello stesso tempo è discreto ed elegante; perché il Grignolino, l’acciaio e il cemento gli donano una leggerezza e una bevibilità straordinaria; perché Nadia Verrua è una vignaiola davvero brava (e non dimentichiamo il contributo del padre Ottavio). Poetica rosa spina e digestiva china, gustose fragoline di bosco e terapeutico ribes nero, amaricante cicerbita e prezioso tarassaco. La leggera carbonica lascia spazio ad un sorso fresco e armonico, dal tannino modulato e dalla beva “assassina”. Piacevolissimo.

Microbio Wines – Issé Viñador Soñador 2015

Verdejo (100%) – 13,5% 

Una vigna piantata nel 1868 a 915 metri di altezza. Una cantina sotterranea nell’antico Monasterio Jerónimo de Santa María del Parral, a Segovia. Tinajas (anfore spagnole). L’esperienza degli antenati, i metodi ancestrali, il rispetto per la natura, un vino autentico.

Vengo “sballottato” come una pallina in un flipper, fra diversi bersagli, in una moltitudine di emozioni. Muschio, felce x2, vetiver x4, il punteggio aumenta.. fiori bianchi e gialli, terracotta, roccia. Le palette del flipper mi spingono con forza.. limonella, agrumi citrini, ambra, miele, mandorla amara. La parabola si trasforma in un’impennata, la “dolcezza” in acidità tagliente. Ormai si corre sul velluto, il punteggio è altissimo, e prima di finire la partita se ne vince un’altra. Luci, suoni, scommessa vinta; che spettacolo!

Tatsis – Goumenissa 2012

Xinomavro in prevalenza, Negoska – 13,5%

San Trifone protegge e benedice le vigne di Goumenissa, e i suoi abitanti lo ringraziano e lo festeggiano il primo febbraio di ogni anno con il “Kurbani”, antico rito orientale dell’abbondanza. Si tratta di un rituale antico legato alla potatura delle viti, dove cristianesimo e paganesimo si uniscono (come spessissimo succede in Grecia) in una festa con balli e canti e con il sacrificio di un toro o altro animale maschio. L’obiettivo è quello di attirare la buona volontà del santo (degli dei) nel corso della prossima vendemmia. Per questo, il sacerdote pronuncia alcune parole rituali e poi l’animale viene sacrificato, cotto e offerto ai fedeli accompagnato dal vino locale, mentre la musica e i balli tradizionali prendono il via.

La vendemmia 2012 a Goumenissa ha attirato la buona volontà di San Trifone e dei suoi colleghi antichi, e la dimostrazione è questo rosso concentrato e complesso. Ricco in frutta matura, ciliegia, prugna e uva spina, respirando vira su sentori speziati, chiodi di garofano e pepe, per finire con sottili allusioni di tè nero, pomodoro secco e polpa di olive nere. Bella tensione in bocca con tannini ben presenti ma rotondi, buona struttura e finale lungo e piccantino. Un bel vino che ha bisogno di tempo per esprimere le sue (grandi) potenzialità.

 

Lammidia – Frekt 2015

Pecorino d’Abruzzo (100%) – 12%

Commovente estratto della terra abruzzese, di radici amare e timo selvatico, limone spremuto e nespola, fieno bagnato e fiori d’acacia. Ostico ai gagliardetti, sorride come un bambino, sporco di terra, solare e felice. Sorso saldo, minerale, ricco di emozioni, vivo e appagante. Coniuga sapidità, freschezza e morbidezza in un ménage à trois che dà mooolte soddisfazioni. Non sapete quel che vi perdete!