Skerlj – Malvasia 2012

Malvasia (100%) – 12,5%

Brivido profondo alle radici e alle foglie; nasce così, fra le pietre, il vento e il mare la Malvasia di Skerlj. La terra rossa del Carso tinge di scuro la pelle dorata e l’antico desiderio si risveglia nel sangue, sulle labbra, nel ricordo. Oltre la collina, il vento azzurro trasporta i giacinti fioriti, le pesche mature e gli agrumi, le mandorle e le noci, le erbe selvatiche e il fieno agostano, lo zucchero bruciato e le resine fossili. Corpo roccioso e acuminato, fresco come il vento, salato come il mare, seducente come un morso sulle labbra. Fiero.

Skerk – Malvazija 2010

Malvasia Istriana (100%) – 13,5%

“Una terra sia pure non natale,
ma da ricordarsela per sempre,
e nel mare un’acqua non salata
e carezzevolmente gelida.
Sul fondo sabbia del gesso più bianca,
e un’aria ebbra come vino,
e il roseo corpo dei pini
nudo nell’ora del tramonto.”*


E l’agrume candito
che arricchisce l’emozione,
l’albicocca e la nespola.
E i fiori stretti tra le mani,
colti per te, anima dorata,
giunta dalla terra ellenica.

Oh, indimenticabile Malvasia!

 

 

*Anna Adreevna Achmatova

Vinogradi Fon – Insomnia 2009

7 varietà tra cui Malvasia e Vitovska in prevalenza – 14%

Con il naso all’insù seguo il richiamo divino dell’incenso. Cammino sull’erba bagnata, tra campi ricamati di camomilla, tra gelsomini profumati e ciuffi di finocchietto selvatico, albicocchi e peschi. L’aroma della resina diventa sempre più forte, fino a condurmi davanti a una chiesetta bizantina. Entro riverente a pregare il Bambin Divino, che mi appare su un mosaico e poi su un affresco, e scopro che è Dioniso.

In un attimo capisco l’eterno, la trasformazione, il “pan” (nel senso di “tutto”); prego l’uomo e il dio, l’anima e il corpo, prego me stesso. Sull’altare un calice pieno di vino è pronto per il Ringraziamento. Il vino eucaristico deve essere realizzato con uva pura, deve essere genuino e in alcun modo contaminato. Alzo il calice, lo porto sulle labbra; il “nama” (vino della comunione, ma anche acqua della sorgente) è, e sarà, il mio mystikò (segreto) mistico, è l’armonia del cosmo che sgorga dalla sorgente della vita, è il vino dell’ultima e della prima cena, il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità.

 

Pietra – Malvazija 2012

Malvasia (100%)

Marko Tavčar è un giovane produttore di Kreplje, nel Kras (Carso Sloveno). Vitovska, Malvazija e Teran i vitigni coltivati in due ettari di terra e un amico-maestro che si chiama Marko Fon. Noi, andiamo a provare la sua Malvasia 2012, un vino dal colore giallo carico, che ci mette un po’ prima di esprimere i suoi profumi, ma quando lo fa è un piacere per i sensi. Pesca e agrumi, erba fresca e fiori di campo, con la roccia carsica, la “Pietra”, a contraddistinguere il naso e la bocca. Fresco e sapido, con l’alcol “un filino” più marcato di quello che mi aspettavo, ben strutturato e gustoso, avvolge e rivela un carattere forte. Molto interessante.

Cotar – Vitovska 2004

Vitovska (100%) – 12,5%

Poche parole, tanta sostanza. Lo dice l’etichetta con l’impronta, lo dice il vino: questa è la Vitovska di Čotar. A guardarla nel calice sembra miele di castagno, opulenta e torbida, quasi severa. Intensi sentori di frutta gialla (albicocca candita, pesca) inondano l’olfatto, seguiti da marcate note minerali e di erbe aromatiche. Questo naso, rustico, potente e un po’ affumicato, viene addolcito dalla leggerezza della camomilla e del miele. Colpisce il sorso, carnoso e marcatamente fresco, sapido e asciutto. La mineralità, il frutto, il tannino percepibile, fanno si che il calice si svuoti in fretta ma non cancellano il ricordo delle erbe aromatiche che questo nettare regala. Seriamente buono.