Dario Princic – Ribolla Gialla 2012

Ribolla Gialla (100%) – 13,5%

Nubi arancioni si addensano sopra il Collio; vengono soffiate come vetri artistici da venti caucasici lontani. Una pioggia battente e rinfrescante fa emergere i profumi nascosti tra il fogliame delle piante e le foglie secche che abbracciano la terra. Mele, albicocche e arance, “rigate” dalla pioggia, diffondono aromi vivi, inebrianti. Più in là, le api svolazzano intorno a un favo carico di miele e ai ricordi olfattivi della mia infanzia. Fradicio e felice chiudo gli occhi e apro la bocca per assaporare la vita; mi pervade una grande energia e una fragranza sottile e persistente. Manna dal cielo.

Dario Princic – Jakot 2012

Friulano (100%) – 14%

Il “pugno a un pollice”, così è conosciuto nelle arti marziali cinesi; il tremendo pugno di Bruce Lee veniva scagliato da questa distanza, un pollice (2,54 cm). Ed è da questa distanza, rispetto al nostro naso, che il Jakot di Dario Princic, come un altro Bruce Lee, scaglia il suo colpo. Potenza fisica da una parte, eccezionale padronanza dell’equilibrio dall’altra, un coordinamento micidiale per un risultato straordinario. Fiori, erbe officinali, fieno, agrumi, albicocca, pesca, miele, zenzero e curry. Un tannino che sembra “l’urlo di Chen”, un corpo che pare un’arma, precisione millimetrica, risultato garantito: stupore e ammirazione.

Damijan Podversic – Ribolla Gialla 2011

Ribolla Gialla (100%) – 15,5%

Come un meteorite infuocato solca i cieli sereni di metà aprile provocando una pioggia di frammenti e lasciando senza parole i presenti fortunati. Sensuale e sessuale, unisce il vetiver, associato all’uomo, alla salvia, associata alla donna. Il rito potorio della fertilità partorisce l’albicocca e l’arancia, il miele e la nocciola, lo zenzero e lo zafferano, il caramello e una mineralità marziana. L’impatto è spettacolare; il calore avvolge e fonde, la pelle stilla gocce sapide, brividi attraversano corpo e mente. Sapori, vibrazioni, mancamenti e rinvenimenti si alternano in un’orgia arcaica e nello stesso momento contemporanea, in un finale lunghissimo che lascia stremati e soddisfatti. . Roba da un altro pianeta!

 

Dario Princic – Favola 2008

Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Tocai, Ribolla Gialla – 14%

Quando Pandora aprì il vaso, liberò -involontariamente- tutti i mali del mondo; appena se ne accorse, lo chiuse, riuscendo a trattenere solo la speranza. Il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale (e sappiamo tutti cosa la follia del genere umano riuscì a fare, anche su questa terra di confine). Ma Pandora riaprì il vaso e liberò anche la speranza ed il mondo riprese a vivere.

Cosa fai se la peronospora decide di portarti via il 90% della produzione? Raccogli le uve rimaste e fai una favola di vino. Tutto il 2008 in 2800 bottiglie; nasce così un vino incredibile come risarcimento morale per i danni subiti dal terribile fungo. Stupore e ammirazione suscita in me questo vino suggestivo, profondo, unico. I profumi del Giardino dell’Eden, del Giardino delle Delizie, che per poco mi fanno tornare nello stato felice perduto, sono qui: albicocca e bergamotto, salvia e rosmarino, menta selvatica e foglie di tè, anice stellato e pepe bianco, legno di sandalo e corteccia d’albero, resina di pino e ambra. Sottile affumicatura, finissima mineralità, la speranza del vaso di Pandora… Il calice sulle labbra consegna un sorso vitale, complesso, completo, ristoratore. Fresco, salino, tannico e voluttuoso. Esperienza emozionante, lunga e persistente, che si chiude con sentori di tabacco biondo da pipa a calice vuoto. Immenso.

Damijan Podversic – Kaplja 2006

Chardonnay (40%), Friulano (30%), Malvasia (30%) – 14%

Come un altro Siddharta Gautama dopo tanta meditazione sotto l’albero della Bodhi, riesco a raggiungere lo stato dell’Illuminazione, lo stato di completa e profonda saggezza, con un calice di Kaplja in mano. Divento mistico nella contemplazione della dimensione del sacro, in una esperienza diretta difficilmente comunicabile, filosofo ed asceta, purtroppo solo finché dura la bottiglia. Risvegliato e libero dalle sofferenze convenzionali, mi godo questo ricco e complesso nettare divino. Il sole nel calice mi fa pensare ad Ātman: «Si è alzato il volto luminoso degli Dei, l’occhio di Mitra, di Varuṇa, di Agni, ha colmato il cielo la terra e l’aria: il Sole (Sūrya) è il soffio vitale di ciò che è animato e di ciò che non è animato». Il soffio vitale profonde aromi di pesche stramature e albicocche candite, bergamotto e fiori di campo, marzapane e zucchero filato, foglie di tè e spezie dolci. Sorso morbido e tannino fine, caldo, equilibrato e di grande persistenza, che riesce a distendere l’anima universale e unirla con la materia in movimento; un’azione divina.