Weingut Maria & Sepp Muster – Erde 2013

Sauvignon (80%), Chardonnay (20%) – 13%

Soffio sul fiore giallo

Il tarassaco si trasforma

in pistillo bianco

Farfalla

Gabbiano

Sparisce nel cielo

Nebulosa

Metamorfosi

E ricomincio da quì

 

Agnese


Universi paralleli che si incontrano all’infinito; legno e argilla convergono per incontrarsi in un punto lontano e produrre scintille di emozioni che si spargono tutt’intorno. Fiori di sambuco e camomilla, albicocca e agrumi citrini, trigonella afrodisiaca ed erbette pungenti, zenzero e resine fossili, allusioni caramellate e polverizzata mineralità che scende a pioggia. Brividi di acidità, sale granulare e tannini ostici, poi, la pace, l’equilibrio raggiunto, perfetto, emozionante. Lunga vita!

Sebastien Riffault – Skeveldra 2011

Sauvignon (100%) – 13%

Me lo vedo Sebastien, come Panoramix il druido, sopra la sua marmitta mentre si guarda intorno per accertarsi di non essere spiato. Evoca gli spiriti della natura per ricevere la loro carica energetica, aggiunge manciate di erbe secche, radici di piante, petali di rose, terra sbriciolata -con tutti i suoi elementi- e spezie frantumate, pezzi gocciolanti di frutta gialla matura, fili di miele millefiori e sale grigio di Bretagna. Gira e rigira col mestolo l’intruglio pronunciando la parola magica “Skeveldra” mentre aggiunge l’ultimo ingrediente, polvere di roccia lituana. Poi, lo lascia riposare e raffreddare e infine assaggia la pozione sorridendo soddisfatto; è davvero magica, intensa, avvolgente, persistente e -soprattutto- deliziosa. No, Obelix, tu no, lo sai che non puoi averla!

Camillo Donati – Il mio Sauvignon 2015

Sauvignon Blanc (100%) – 13,5%

Educarsi al Sauvignon: acquistare una bottiglia di Camillo Donati, stappare, bere senza indugio. “Brutto, sporco e cattivo” per i mal-educati, diventa un punto di rifermento..ehm..riferimento per i veri “brutti, sporchi e cattivi”. Stupe(nda)facente bolla macerata e rifermentata in bottiglia, giovane ma già “esperta” e in continua evoluzione, “oscura” le presunte trasparenze sauvignonistiche e sferra il suo attacco con una serie di destri-sinistri di insospettabile eleganza. Lievito, agrumi strizzati, miele di castagno, fiori di campo, fieno, rinfrescanti erbe officinali e ricca mineralità. Amarognolo e fresco, sapido ed “autopulente”, mostra grande dinamicità e persistenza. Ah!..dotarsi di una seconda bottiglia, la prima dura poco.

 

Alexandre Bain – Mademoiselle M 2013

Sauvignon (100%) – 13%

Un vino di rara bellezza, fuori dagli schemi di Puilly-Fumé e lontano anni luce dalla maggior parte dei Sauvignon.  Straordinariamente complesso e fine al naso, ci accoglie con sentori di pesca matura, mela gialla e limone, resine, grano ed erbe officinali, una punta di ossidazione e una mineralità calcarea sottolineata con la punta di una matita. Succulento e grasso al palato, esprime un sorso ricco e dolce, equilibrato magistralmente da una freschezza e una salinità che lo rendono “indisciplinato” e delizioso. Il finale è lungo e sottilmente amarognolo. Profondo e anarchico.

Dario Princic – Favola 2008

Chardonnay, Sauvignon, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Tocai, Ribolla Gialla – 14%

Quando Pandora aprì il vaso, liberò -involontariamente- tutti i mali del mondo; appena se ne accorse, lo chiuse, riuscendo a trattenere solo la speranza. Il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale (e sappiamo tutti cosa la follia del genere umano riuscì a fare, anche su questa terra di confine). Ma Pandora riaprì il vaso e liberò anche la speranza ed il mondo riprese a vivere.

Cosa fai se la peronospora decide di portarti via il 90% della produzione? Raccogli le uve rimaste e fai una favola di vino. Tutto il 2008 in 2800 bottiglie; nasce così un vino incredibile come risarcimento morale per i danni subiti dal terribile fungo. Stupore e ammirazione suscita in me questo vino suggestivo, profondo, unico. I profumi del Giardino dell’Eden, del Giardino delle Delizie, che per poco mi fanno tornare nello stato felice perduto, sono qui: albicocca e bergamotto, salvia e rosmarino, menta selvatica e foglie di tè, anice stellato e pepe bianco, legno di sandalo e corteccia d’albero, resina di pino e ambra. Sottile affumicatura, finissima mineralità, la speranza del vaso di Pandora… Il calice sulle labbra consegna un sorso vitale, complesso, completo, ristoratore. Fresco, salino, tannico e voluttuoso. Esperienza emozionante, lunga e persistente, che si chiude con sentori di tabacco biondo da pipa a calice vuoto. Immenso.