Skerlj – Malvasia 2012

Malvasia (100%) – 12,5%

Brivido profondo alle radici e alle foglie; nasce così, fra le pietre, il vento e il mare la Malvasia di Skerlj. La terra rossa del Carso tinge di scuro la pelle dorata e l’antico desiderio si risveglia nel sangue, sulle labbra, nel ricordo. Oltre la collina, il vento azzurro trasporta i giacinti fioriti, le pesche mature e gli agrumi, le mandorle e le noci, le erbe selvatiche e il fieno agostano, lo zucchero bruciato e le resine fossili. Corpo roccioso e acuminato, fresco come il vento, salato come il mare, seducente come un morso sulle labbra. Fiero.

Dario Princic – Jakot 2012

Friulano (100%) – 14%

Il “pugno a un pollice”, così è conosciuto nelle arti marziali cinesi; il tremendo pugno di Bruce Lee veniva scagliato da questa distanza, un pollice (2,54 cm). Ed è da questa distanza, rispetto al nostro naso, che il Jakot di Dario Princic, come un altro Bruce Lee, scaglia il suo colpo. Potenza fisica da una parte, eccezionale padronanza dell’equilibrio dall’altra, un coordinamento micidiale per un risultato straordinario. Fiori, erbe officinali, fieno, agrumi, albicocca, pesca, miele, zenzero e curry. Un tannino che sembra “l’urlo di Chen”, un corpo che pare un’arma, precisione millimetrica, risultato garantito: stupore e ammirazione.

Terpin – Sialis Bianco 2005

Sauvignon, Chardonnay, saldo di Pinot Grigio – 13%

E quando porti alle labbra il calice con il vino di Franco, cala il silenzio; il tempo rallenta, anzi, “si allarga e si distende rispetto alla nostra esperienza reale”, come dice Friedrich Hölderlin nel suo “Il comunismo degli spiriti”, “come un pianeta un po’ folle che si avvicina alla terra per poi improvvisamente abbandonarla dopo averla investita del suo calore”. (De)gustare il vino di Franco Terpin: “disordine del molteplice, esperienza sensibile, raccontabilità della vita”; e in tutto questo spunta la frutta matura, caramellata, il cedro e la frutta secca, lo zenzero e una vena verde balsamica. La struttura, la complessità, la ricchezza..le lancette che girano al contrario, l’opulenza che si trasforma in freschezza spinta..la realtà che si colloca ad infinita distanza o a pochi centimetri dalla nostra esperienza.

Terpin – Sauvignon 2008

Sauvignon (100%) – 13%

Vino mitologico che Terpin, come un altro Esiodo, inserisce nella sua Teogonia. Poema religioso della terra dal nome di (qui lo dico e qui lo nego) Sauvignon. Qui viene praticata la Teurgia, l’evocazione delle divinità e il loro inserimento in un essere inanimato con culti misterici sconosciuti ai più, che non possono che estasiarsi davanti al miracolo. Spiritualità e spirito, poteri soppranaturali, ed ecco a voi gli agrumi canditi, le castagne e Dio Pan che saltella nei boschi. Essenza matura e sessuale, resinosa e speziata, si aggrappa al palato, lo seduce, lo travolge, lo comanda. Freschezza e polpa in progressione verso un finale parossistico dove non ho potuto che contattare Franco: -Ma che cosa hai fatto?!!! Meraviglioso!!!  e Franco: – Corro subito in cantina a berne una anch’io!

Terpin – Illegal 2012

Bianco Non So – 12%

Il folle e splendido Illegal, fatto con uve “non so”, si impossessa dei sensi tenendo nascosta la sua identità ma non la sua bontà. Arriva come dono prezioso, portando nella sua essenza Oro, Mirra e Incenso e la più “umile” frutta gialla. Come la lama di un rasoio “affonda” la sua acidità, brusca, sorprendente, che, con una virata lenta e sinuosa, diventa morbida e dolce, in un finale illegalmente godurioso. Meraviglioso “a capite ad calcem”.