Anatolikos Vineyards – Fine Rosé 2016

Mavroudi (60%), Assyrtiko (40%) – 12,5%

Il sole tramonta nell’inconscio

Riaffiora all’alba

Nel pomeriggio domina l’Io

La notte prende le sembianze della luna

La luna sorge
illumina il mare

L’acqua diventa rossa

Le conchiglie tornano ambra

La sabbia calda e nera come Lilith
mostra le orme dell’immaginazione

che va

Si tuffa

Nuota

Incontra

In superficie gode dei raggi lunari

spuma salata rinvigorente

Si immerge l’immaginazione
intrepida

Sussulta

Incontra se stessa
ma ancora non lo sa

Ha paura
perché è troppo quello che vede

Torna in superficie
con il fiato sospeso

Ritrova la luna

Si addormenta
nel promettersi un nuovo viaggio

Ecco il sole riaffiorare

E’ l’alba

 

Agnese


Tracia, figlia di Oceano e Partenope, alza il Kylix; dentro, il sole (Osiride) e la luna (Iside), più i cinque elementi, le divinità primordiali immortali secondo il filosofo Ecateo di Avdira: spirito (Zeus), fuoco (Efesto), terra (Demetra), acqua (Oceano) e aria (Atena). Melograno e ciliegia al cucchiaio, rosa (con le spine) e fiori di limoni, essenza di erbe aromatiche e alloro intrecciato a forma di corona trionfale, sabbia finissima e polvere di conchiglie. Il mare sala e rinfresca in un crescendo animico ultrasensibile, trasformando percezioni e sensazioni di anima e corpo, portandoli ad un livello superiore di coscienza. Ma è solo un vino?!?

 

Alessandro Viola – Sinfonia di Grillo 2015

Grillo (100%) – 13%

Sicilia. La resina dei pini marittimi, il mare mosso e l’aria ricca di iodio, il sole benevolo, i profumi e i colori dei limoni, del basilico, dei fiori bianchi estivi, delle mandorle, dei chiodi di garofano. Una passeggiata sulla spiaggia a piedi nudi con un “calice sinfonico”; il vento nei capelli, la freschezza dell’acqua, il sale sulle labbra, la forza nel corpo, l’unicità di un momento eterno e il Grillo di Alessandro Viola.

Vittorini – Marche Bianco 2010

Pecorino (80%), Incrocio Bruni 54 (20%) – 14,5%

Il 2 contiene l’uno
e origina il 3

Vino e cibo
sono due

Vite e vignaiolo
sono due

Uva e cantina
sono due

Bicchiere e vino
sono due

Il 3?

Il 3 è l’unione
Unica
Irripetibile

Sempre divina

 

Agnese


Il cappello. Nella smorfia napoletana il numero 54 rappresenta il cappello, capo d’abbigliamento caduto un po’ in disuso nei tempi moderni ma sempre affascinante, così come l’Incrocio Bruni 54, vitigno creato dall’ampelografo marchigiano prof. Bruno Bruni nel 1936, un incrocio fra Sauvignon e Verdicchio, usato spesso in passato fra Marche e Umbria e attualmente (quasi) esclusivamente nelle Marche. Sognare un cappello indica il bisogno di dare libera espressione alla creatività, ed è quello che fa Nico Speranza (con il suo inseparabile berrettino) con questo vino. Il risultato è sorprendente; un vino di carattere e consapevole della sua natura particolare. Maggiorana e salvia, fiori di campo, agrumi e frutta esotica dolce, crosta di pane e marcata mineralità. Un “falso grasso” che snellisce strada facendo, carico di morbidezza ma anche di freschezza, con una nota alcolica importante ben integrata e una macerazione “vincente”. Sostanza e finezza.

Tiago Teles – Raiz 2015

Loureiro (90%), Trajadura e Padernã (10%) – 12%

Influenzato dal verde rigoglioso dell’Alto Minho e dalle correnti atlantiche che risalgono il fiume Vez, Raiz porta una ventata di Portogallo nel nostro calice. Cedro, mela verde, sentori vegetali, roccia bagnata e iodio (che gli conferisce una nota medicinale) sono i sentori freschissimi che lo contraddistinguono. Il sale abbonda, la mineralità rimarca un sorso fruttato ed elegantemente aromatico e, nello stesso tempo, mette in evidenza una bellezza quasi selvaggia, radicata profondamente nel dna del Paese.

Sicus Terrers Mediterranis – Garrut 2015

Monastrell (100%) – 14,5%

Gioventù
inevitabilmente

esuberante
frizzante
impavida

Maturità

raccolta
pacatezza
riflessività

Rivincita o remissività

Vecchiaia
inevitabilmente

Distaccata
dal consenso

Pazza
Libera
Unica

Nel mezzo..

un bicchiere Di vino

 

Agnese


La nuova generazione di viticoltori spagnoli avanza. Con rispetto per il passato e anche per il futuro, mette in evidenza grande talento, entusiasmo e qualità. Eduard Pié fa parte di questa “onda” travolgente; il suo Monastrell fermenta e affina in anfore interrate in mezzo alla vigna, accanto alle viti madri. Mirtilli, more e prugne esuberanti, fanno parte di un naso pieno di vita, insieme all’eleganza dei fiori rossi e delle resine, e alla finezza della sottile speziatura e della mineralità argillosa. Fresco, carezzevole e piccantino, mostra solidità e sprizza vivacità, regalando un sorso equilibratissimo, gustoso e lungo. Evviva!