Terre di Giotto – Gattaia 2009

Chenin Blanc (70%), Riesling (15%), Sauvignon Blanc (15%) – 13,5%

Un po’ incredulo, un po’ sorpreso, mi rendo conto di sorridere senza volerlo. Dopo il primo sorso, stringo il calice tra le dita con fermezza e nello stesso tempo con estrema delicatezza, conscio di avere tra le mani un gioiello raro e splendente. All’interno la Loira, Mark Angeli, il Mugello, Michele Lorenzetti e i fuochi d’artificio in tutte le loro forme e colori; “squarciano” il cielo lame idrocarburiche, “piroettano” nel buio fiori di malva e di camomilla, colorandolo di vita, “esplodono” stelle filanti di mele cotogne, pere e fichi d’India. Un'”acidità spaziale” entra nell’atmosfera come un meteorite, la cui pressione dinamica scalda il sorso fino ad illuminarlo, liberando ulteriori aromi di albicocche mature e “attimi” di sentori verdi, attimi eterni e indimenticabili. Il 2009 è come un meteorite, un corpo di natura non artificiale ed extraterrestre.

Mas del Périé – Orange Voilée

Chenin Blanc (100%) – 14%

Il calice mi sembra un grande vaso di coccio, nel cui interno rimangono schiacciate albicocche stramature, pere cotte e arance bionde, noci avvolte nelle loro foglie, resine antiche e anice stellato, ricoperti da zucchero bruciato e polvere d’argilla. Lo guardo ipnotizzato mentre lo lascio macerare per dodici lunghi mesi; un velo mi copre la vista, l’assaggio scopre l’anima. Denso di emozioni e consistenza, mi offre spunti di irrazionalità vinicola, freschezza giurassica e controindicazioni sommelieristiche. Calice dopo calice mi (si) esalta, per arrivare all’ultimo, quello migliore.

“L’ultima volta trasforma in poesia l’amore, il dolore, la disperazione e l’abitudine. Mette lo stop, arresta il moto in avanti, solleva la vita fuori da se stessa. La trascendenza è appunto questo. Ci sentiamo scossi dentro le ossa, come se gli dèi fossero discesi nel bel mezzo della nostra vita”.

James Hillman “La forza del carattere”.

Terre di Giotto – Gattaia 2011

Chenin Blanc (70%), Sauvignon Blanc (25%), Sauvignon Gris (5%) – 13,5%

Il Gattaia Bianco 2011 è la “O” di Giotto. Giorgio Vasari raccontava come Giotto fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza senza il bisogno del compasso, la famosa “O” di Giotto. Così Michele Lorenzetti, per “disegnare” quest’opera, non ha bisogno del “compasso chimico”. Su un canvas di scisti arenarie e argille calcaree, un sottile filo di ossidazione, cercato e ben riuscito, unisce coloratissime pennellate di frutta gialla e agrumi, fiori bianchi ed erbe aromatiche, spezie gialle e frutta secca, ricoperti da una rugiada rinfrescante e salina. Ne risulta un piccolo capolavoro che “riempie” i sensi, di grande stile e finezza. Appagante.

Escoda-Sanahuja – Els Bassots 2013

Chenin Blanc (100%) – 13%

Ha l’energia del giorno che nasce, ottimista e ricco di promesse. La mattina ha l’oro in bocca e nel calice, l’oro brillante della pirite, associata al Manipura, il terzo chakra, corrispondente al senso dell’olfatto. E’ legata al Fuoco (pyr in greco significa fuoco), elemento che racchiude la capacità di trasformare la materia in energia, la forza, la purificazione, la conquista. Se la pirite si percuote con un pezzo di metallo genera scintille, da ciò prende il nome di pietra focaia, che ci accoglie al naso. Ci conquista un’esplosione di profumi, dal limone fresco e candito alla frutta gialla matura, dalla salvia e i fiori di campo alle spezie e le resine. Ricco, concentrato, balsamico e marcatamente fresco, dal tannino quasi mordente e dal finale amarognolo, mostra grande personalità, purezza e intensità. Un portento.

Château Pierre-Bise – Crémant de Loire Non Dosé

Chenin Blanc (100%) – 12%

Il sottovalutato ma meraviglioso Chenin Blanc non è solo capace di dare dei buonissimi bianchi secchi o dolci ma anche degli interessantissimi spumanti, come questo Crémant de Loire Non Dosé di Claude Papin. Uno spumante dove il vitigno riesce a esprimere in pieno le sue caratteristiche, a partire da un colore paglierino, brillante e carico. Al naso, è il caso di dire, si presenta con spumeggianti sentori di agrumi citrini, frutta a polpa bianca, fiori ed erbe aromatiche, senza dimenticare la sottile mineralità della zona di Savennières. La marcata acidità in bocca conferma pienamente la caratteristica del vitigno, così come l’equilibrio gusto-olfattivo. Delicato e persistente, lascia al palato una piacevole sensazione di freschezza. Crémant con la lode.