Gavalàs – Vinsanto 1995

Assyrtiko, Athìri, Aidàni – 9,5%

Annuso la Grecia e mi emoziono. Qui trovo tutto; il trito e ritrito sirtaki e le poesie dell’immenso Odysseas Elytis. Trovo il tramonto di Santorini e il Meltemi, la Grecia che mi ferisce e quella che mi rende orgoglioso. Il sacro e il profano, l’azzuro e il dorato, il bianco e il blu notte. Trovo un ulivo, una vite e una barca (tutto quello che serve per rifare la Grecia cit. Odysseas Elytis), la fatica e il sorriso, i marmi del Partenone e la povertà. Trovo l’incenso della chiesetta ortodossa e l’uva passa che lo stesso Esiodo mi ha insegnato a preparare: “Quando Orione e Sirio giungono in mezzo al cielo e Io dalle dita rosa può vedere Arturo, allora taglia e porta a casa tutte le tue uve. Stendile per dieci giorni sotto il sole e per cinque all’ombra.” C’è la frutta candita e quella secca tostata, albicocche, mandorle e noci, i fichi dolcissimi e la cannella. Denso ma freschissimo, sfodera un’ossidazione controllata meravigliosa, una “pienezza” che colma l’anima e una ricchezza che i soldi non potranno mai offrire. Non finisce mai e mai finirà. Grazie George Gavalas.

Tetramythos – Vin Naturellement Doux 2010

Mavrodafni (100%) – 15,5%

Crisma che consacra il momento della discesa dello Spirito Santo sui credenti (e non) dalle montagne pagane del Peloponneso. Unge e benedice, provocando -a seconda del soggetto- ammirazione, devozione, urli isterici e/o dipendenza. Olibano e resina di pino, cannella e rosa, genziana e china, prugna e ciliegia, uva passa e cenere. Invidiabile equilibrio agrodolce con spiragli di freschezza pungente, si manifesta come punto d’incontro tra Zeus e Ade, tra Cristo e Satana, e chi più ne ha più ne metta. La fine del mondo!

Hatzidakis – Vinsanto 2003

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Assyrtiko (80%), Aidani (20%) – 13%

Quando mi accingo a parlare di un vino di quest’isola sono sempre un po’ emozionato. Sarà per via della mia recente visita o per l’altissima qualità e bontà che ho trovato in questi vini. Allora non posso non raccontare del Vigneto di Santorini e parlare di Haridimos Hatzidakis. I suoi vini mi hanno sempre colpito positivamente e il suo Vinsanto non è da meno. Si presenta denso, con un colore scurissimo che ricorda il caramello bruciato e riflessi color mattone. Molto complesso al naso, con sentori di miele, uva passa, arancia candita, prugna secca, vaniglia, incenso, frutta secca e caffè. Non manca la nota minerale, caratteristica dell’isola vulcanica. Vellutato al palato, con un ottimo equilibrio tra acidità e dolcezza e una persistenza molto lunga di frutta candita. Un passito di grande qualità e piacevolezza.

Gavalàs – Vinsanto 2006

Assyrtiko, Athìri, Aidàni – 10%

Da uve Asssyrtiko, Athiri e Aidani, questo Vino di Santorini è un passito di straordinaria bontà e piacevolezza. Il suo colore ricorda il miele di castagno con riflessi color mattone. Al naso si mostra molto complesso e sensuale con i suoi sentori di uvetta, caramello, albicocca matura, frutta secca tostata, cannella, incenso e cioccolato. In bocca è cremoso, dal gusto pieno e dall’acidità marcata che equilibra la dolcezza di un tasso alcolico, comunque, basso. Ottimo equilibrio e lunghissimo finale per un nettare prodotto in pochissime bottiglie e in modo naturale, senza l’uso della chimica in vigna o in cantina.

Hatzidakis – Voudomato 2004

Voudomato (100%) – 11%

Passito ottenuto dalla rarissima varietà Voudomato. Le uve vengono stese ad appassire al sole per 15 giorni e poi maturano in botti di rovere per 5 anni. Nel calice si presenta molto denso, con un colore rosso, scuro e profondo. Intensi i suoi aromi con in evidenza i frutti di bosco dalla bacca rossa, l’uvetta, la confettura di amarene e in seconda battuta i sentori di sottobosco e l’alloro. In bocca, la trama è fitta e il gusto pieno e dolce. Buona la freschezza e la consistenza, quasi oleosa. Delicatamente fruttato e molto lungo il finale con un retrogusto finissimo di cioccolato al latte. Ottimo.