Fabbrica di San Martino – Bianco 2015

Vermentino, Malvasia, Trebbiano – 13%

Stimola le funzioni gusto-olfattive e fa innescare un processo di dipendenza, in modo tale da far prendere in considerazione la possibilità di finire la bottiglia da soli. Rivitalizza i sensi assopiti, infonde ottimismo, vitalità ed energia positiva. Pesche sciroppate e albicocche, fiori di campo ed erbe, spezie e gesso. Sale piccante in bocca, freschezza minerale e grinta polposa. Ottimo adesso, migliorerà ancora nel tempo; bisognerebbe aspettarlo ma come si fa a resistergli?!

Marco Merli – Tristo 2014

Trebbiano (100%) – 12,5%

Seguo l’odore del pane appena sfornato


aroma del flauto magico

della mia immaginazione

Terre lontane

dove la natura
ti dà il buongiorno e lo riceve

Il rispetto antico dei nostri nonni
che si davano del Voi

Lo stesso che la natura ci rivolge
se debitamente riconosciuta

Non bestemmie
parole insulse
giudizi affrettati
sempre inappropriati

Luoghi comuni
che ti prendono l’anima
e non la restituiscono più

No

In queste terre
la natura e gli uomini
si danno del Voi

E parlano a bassa voce

In queste terre
i saggi raccontano

E io ascolto rapita

 

Agnese


Ecco cosa incontra la “Bocca di Rosa”; un vino che non viene bevuto per noia o per professione ma solo per passione, un vino che soddisfa le proprie voglie. Alla stazione successiva a quella di partenza, c’è scritto “Casa del Diavolo”, posto di perdizione dove s’incontra l’amor sacro e l’amor profano. Qui incontriamo Giano, il Dio bifronte, mentre guarda al passato e al futuro, mentre semina e raccoglie seguendo i cicli naturali. Ci porge il calice di comunione, il vaso sacro contenente il suo sangue; pesche e nespole, solvente, resina di pino e zafferano, fiori di campo ed erbe aromatiche, mandorle e miele. Elegante potenza, filante severità e passione bruciante; sono gli ingredienti di questo nettare che “alla stazione successiva” trova “molta più gente di quando partiva” perché

“una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.”

 

 

 

Lammidia – Miscela 2015

Malvasia (60%), Trebbiano d´Abruzzo (30%), Pecorino d´Abruzzo (10%) – 11,5%

La scintilla che accende le nostre emozioni scatta quando avviciniamo il naso al composto. Miscelato alla perfezione, con giusta aromaticità, freschezza e corpo, passa dai sentori terreni e terrosi di radici, erbe officinali, spezie, resine e mandorle alla facilità e la prontezza di un sorso veloce, fresco-salino-amarognolo, carburante che ci fa fare tanti chilometri (e qualche pedalata) sul nostro “Ciao” della memoria.

Fonterenza – Biancospino 2015

Trebbiano in prevalenza, Malvasia – 13,3%


Due passi nel bosco che portano dritto nella vigna; di fronte l’Amiata, ormai spenta da milleni. Il sole mattutino e il vento marino sul viso tirano gli angoli della bocca disegnando un sorriso. Le scarpe sporche di terra, il grappolo di Trebbiano pieno zeppo di vita nella mano. Nasce qui Biancospino, ora come allora, macerando le bucce e regalando calore e vivacità, prontezza e maturità. Acuto e slanciato come un buon distillato, passa dagli agrumi ai fiori gialli, fino alla genziana, il malto e lo zenzero. Saporito, pungente e solido, alterna severità e gentilezza come i contadini di una volta. Bontà e rispetto.

Vittorio Graziano – Ripa di Sopravento 2015

Trebbiano (vari cloni), vitigni ignoti – 12%

Sembra ma non è, invece si; cos’è? Semplice! O no? Assolutamente e complessamente semplice e -soprattutto- buono. Spontaneo, come la sua rifermentazione, sorprende strada facendo, ad andare dalla limpidezza del primo calice e naso alla torbidità dell’ultimo. Lievito e selce, fieno ed erbe aromatiche, pera e pompelmo e, infine, panettone profumato con i suoi canditi di arancia e cedro. Freschezza e sapidità spingono sull’acceleratore fino ad arrivare a una beva compulsiva, complice un sorso di grandissima piacevolezza e una bollicina solleticante. Spettacolo!