Quarticello – Stradora 2015

Malvasia di Candia Aromatica (100%) – 12,5%

Stramaturo. Strabuono. Stradora. Ha il sole dentro questa Malvasia, un sole tanto intenso che fa appassire l’uva e fa seccare i fiori, che rende matura e dolce la frutta, che esalta il profumo dei fiori d’arancio. Armoniosa, complessa, fresca nella sua calura e sempre più polputa, regala un sorso puro, generoso e di lunga persistenza. Stra-adorabile!

Tenute Dettori – Moscadeddu 2005

Moscato di Sennori (100%) – 16%

La leggerezza del vento, la freschezza del mare e la sostanza della terra, ecco il Moscadeddu di Dettori. Un uccello che vola libero controvento, un pesce che sguscia via veloce, una capra in equilibrio sulle rocce tra cielo e mare. L’etere accoglie in un abbraccio viscoso il mare e la terra, donando loro una luce calda straordinaria. Il Moscadeddu è agrume fresco e candito, albicocca e dattero, miele e mandorla, resina e rosmarino, zafferano e sole, iodio e sale. E’ l’infinito nell’orizzonte, dove terra, cielo e mare diventano uno. Ed è bontà stramatura, dolce, salata e fresca, splendida eleganza che regala un piacere lunghissimo. I suoi 16 gradi non si sentono assolutamente, tanto da poter affermare che il Moscadeddu è “una carezza in un pugno”. Straordinario.

Cantine Lucà – Mantonico Passito 2012

Mantonico Bianco (100%) – 14%

“Quando Orione e Sirio giungono a mezzo del cielo (il solstizio d’autunno, fra il 20 ed il 21 settembre) e l’aurora delle rosee dita vede Arturo, allora, o Perse, spicca e porta a casa tutti i grappoli: li terrai al sole per dieci giorni e dieci notti, per cinque invece all’ombra; al sesto giorno, poi, porrai nei tuoi vasi i doni di Dioniso che danno molta gioia”.

Esiodo


Nell’antica Locri Epizefiri, i Greci facevano appassire le uve su canne intrecciate poste sotto il sole. Il nettare prodotto veniva consumato -principalmente- dagli indovini (Mantonikoi o Mantissii), dai sacerdoti e dai partecipanti dei riti orgiastici dedicati a Dioniso. Il Mantonico Bianco, ancora oggi, continua la tradizione milennaria dell’appassimento delle uve su graticci e il suo prezioso succo ci trasmette la forza vitale dionisiaca, l’impulso, l’ebbrezza, l’estasi. Il caldo colore ambrato invita a rilassarsi e ricevere il suo dono; fichi secchi e agrumi canditi, miele e incenso, note balsamiche e mandorle. Ma è in bocca che si consuma l’orgia dionisiaca; l’amplesso fra freschezza, dolcezza, sapidità e l’amaro delle mandorle manda in estasi anche il palato più esigente senza stancarlo, rendendo ebbra l’anima e il corpo. Balsamo.

Cardinali – Dolce Montepascolo 2011

Moscato Giallo (100%) – 13,5%

A frugal mensa si assidono/ sol d’incolte erbe imbandita,/ma d’ogni altra mensa splendida/assai più da lor gradita./Lieti il dolce vino bevono/alla grata mensa amica, e fra loro ognun dimentica/la sofferta aspra fatica. Giacomo Leopardi


Siamo nati stanchi, ma in questa splendida mensa ritroviamo il vigore con un calice colmo di colline dolci, di un sole maturo e del lavoro faticoso e onesto di Laura e Alberto Cardinali. Raro il grappolo giallo e rara l’emozione ambrata che regala; pesche e albicocche candite, datteri e fiori d’arancio, spezie orientali e miele, per un naso intrigante e intensamente aromatico. Dolce al palato ma non stucchevole, corredato di buona acidità, ricco, aromatico e morbido, regala un sorso lungo che chiude con ricordi (a calice vuoto) di frutta secca ed erbe officinali. Bottiglia numero 360 di 1120.

 

Terre a Mano-Fattoria di Bacchereto – Vin Santo 2003

Trebbiano toscano (80%), Malvasia del Chianti (20%) – 15,5%

Un capolavoro il Vin Santo di Terre a Mano, “ridisegna ed eleva quello che è il Vin Santo, un tripudio di aromi e armonia” scrivevo dopo la mia visita alla Fattoria. Trebbiano toscano e Malvasia del Chianti sono le varietà usate per la produzione di questo nettare. L’ uva viene fatta appassire appesa o stesa su cannicci per 4 mesi; fermenta lentamente con lieviti naturali in caratelli di castagno e si affina per 9 anni negli stessi. Il risultato è il sole nel tramonto; è lo stupore di chi non immagina di trovarsi di fronte a tante emozioni, davanti a sentori e sapori che si tramutano in immagini. Pesche e albicocche stramature, fichi, noci e mandorle. Etereo e fragrante al naso, morbido e fresco in bocca. Corposo e squisitamente dolce, è un vino da meditazione, una lunga meditazione che lascia il ricordo di castagne e frutta secca. Raro.