Naranjuez – Baco Pérez 2014

Vigiriega, Sauvignon Blanc, Doradilla, Perruna – 12,5%

Sulle rive del fiume Alhama, a quasi 1000 metri sulla Sierra Nevada, ci sono meraviglie ben nascoste, come Perruna e Doradilla, e ci sono “pompieri” come Antonio Vilchez che spengono il “fuoco”, inarrestabile e distruttivo, dell’industria. Le uve, a contatto con la pelle della natura e del vignaiolo, si trasformano in mosto in fermentazione, oro opaco di eccellente qualità carico di terra andalusa e radici, frutta gialla e fiori collinari, resine e agrumi citrini. Salmastro nettare, dalla stellare acidità e dal carattere granitico, forte ed equilibrato, conscio della sua unicità e noncurante della massa diffidente. Urlo vincente di un concorrente silenzioso.

Torcuato Huertas – Purulio 2015

Sauvignon Blanc, Macabeo, Palomino, Chardonnay, Viognier, Albariño, Torrontés, Moscatel de Alejandría, Jerezana – 13%

Succede a Sierra Nevada, fra i 950 e 1200 metri s.l.m.  Il Macabeo, il Viognier, il Torrontés e gli altri, vitigni gitani che compongono Purulio, danzano e cantano il flamenco, offrendo uno spettacolo mozzafiato, fra una bulería e una seguiriya. Il vino andaluso incanta con il suo manto arancione e fa innamorare con la sua pelle profumata; albicocche e pesche candite, buccia d’arancia e noci, fiori e resine, sherry fino e miele. Travolge con la sua intensità, la sua carica misteriosa, la sua melodia, la sua generosità, la sua lunghezza, il suo duende. Vibra di ritmo e acidità, movimenti bruschi, in verità armonici, e tanta passione. ¡Olé!

Vignai da Duline – Morus Alba 2013

Malvasia, Sauvignon Blanc – 13,5%

Si propaga velocemente, si diffonde, si moltiplica; ogni secondo in più nel calice gli permette di espandersi, fino a “fagocitarci” e renderci felici. Dopo un avvio di finissima ricchezza di cedri e pesche mature, condita dalla mineralità calcarea di un grande territorio, la trama si infittisce notevolmente a colpi di miele di corbezzolo, resina di abete, corteccia d’albero, erbe officinali, ortensie sottilmente fragranti e paprica dolce. L’assaggio porta il sorriso sulle labbra; fresco, salato, lievemente amaricante, dolcemente piccante e aromatico. Intrigante complessità, avvolgente cremosità, magnifica espressività a lento rilascio. Erudito.

Tenuta Grillo – Solleone 2011

Sauvignon Blanc (100%) – 13,5%

Fra divino e umano spunta il demone Solleone, spiritello dal riso sardonico che si beffa dei Sauvignonisti gialloverdolini e cancella la pipì di gatto dal vocabolario degli enoappassionati. Sole estivo pomeridiano, pesca matura e fico d’India, malto, mandorla e castagna secca, finocchietto selvatico e fiori di campo, resine orientali e zafferano. Sulla tavolozza del demone un caleidoscopio di colori, di aromi, di sapori; freschezza gustosa, tannino vivace, emozione persistente, ricchezza e personalità. Energia vibrante demoniaca, quella benefica.

Alice Iacono -Bajola 2013

Vermentino, Sauvignon Blanc, Viognier, Incrocio Manzoni, Malvasia delle Lipari – 13,5%

Il calore del sole ancestrale trapassa la nebbia dei tempi moderni, entra sotto la pelle (bajo la piel) e diventa sangue nelle vene della terra ischiana; macera milleni nel palmento della storia e si propone come l’antico che avanza. Un flusso inarrestabile di vita, un distillato di mineralità, erbe balsamiche ed anice stellato, pesca succosa, punch al mandarino e cedro candito, crosta di pane, zafferano e mandorla, travolge l’odorato e prepara le papille gustative all’impatto. Salato, sostanzioso, flessuoso, semplicemente complesso, diventa il sacramento della Terra Madre che infonde la grazia nell’anima nostra.