Château Pascaud-Villefranche – Sauternes 1990

Sémillon in prevalenza, Sauvignon Blanc, Muscadelle – 14%

Questo Sauternes proviene dal comune di Barsac. Barsac è uno dei cinque villaggi che compongono la Denominazione Sauternes, gli altri sono Sauternes, Preignac, Bommes e Fargues. Qui il terreno è composto da argilla su roccia calcarea, testimonianza dell’esistenza di un antico oceano. Nelle vigne dello Château Pascaud Villefranche viene applicata l’agricoltura biologica e non vengono utilizzati né fertilizzanti né pesticidi. Nell’annata 1990 la vendemmia è stata anticipata e ha dato vini di buona qualità, alcuni di qualità elevatissima. Il nostro vino si presenta viscoso, con un colore ambrato molto caldo e un bouquet aromatico di grande finezza. Albicocca candita, buccia d’arancia, zafferano, fiori bianchi e miele. Al palato mostra buona concentrazione e, nonostante gli anni, buona freschezza. Dolce ma non stucchevole, è un passito equilibrato, di grande piacevolezza e buona persistenza aromatica intensa.

Château Pierre-Bise – Coteaux du Layon-Les Rouannieres 2010

Chenin Blanc (100%) – 10%

Terreno particolare quello di Beaulieu, raro, se non unico, in Francia. Per capire di cosa parliamo bisogna tornare indietro nel tempo, diciamo 600 milioni di anni fa, quando i continui movimenti geologici hanno creato le rocce che compongono questo terreno. Le successive eruzioni vulcaniche e le condizioni climatiche hanno cambiato la morfologia del terreno, un terreno composto da ftanite, scisto e calcare. Claude Papin, custode di una parte di questo patrimonio, porta grande rispetto per questo ecosistema così particolare e cerca di evidenziare il carattere minerale del terroir; quale modo migliore poteva trovare se non quello di lasciare la parola al terreno stesso, quindi l’intervento umano è minimo, niente chimica nel vigneto ma soltanto composti organici mentre le vigne sono inerbite. Nessuna aggiunta di lieviti selezionati, zucchero o enzimi. Così, riesce a regalarci varie espressioni di un grande vitigno, lo Chenin Blanc. Una di queste espressioni la troviamo oggi nel nostro calice, Chenin da vendemmia tardiva, denso e intensamente dorato, quasi ambrato per via della lunga macerazione sulle bucce. Finemente aromatico e marcatamente minerale, con sentori di albicocca candita (direi caramellata), buccia d’arancia, miele e frutta secca, ammalia per armonia e persistenza olfattiva. Al palato è superbo; l’equilibrio fra dolcezza -con una punta di botrytis- e freschezza è ideale. Consistente, minerale e delicatamente aromatico, regala lunghi momenti di piacere. Dolce Loira, delizioso Chenin.

Domaine de Juchepie – Les Churelles de Juchepie 2009

Chenin Blanc (100%) – 13,5%

La Tenuta è stata fondata nel 1986 da una coppia di Belgi che, nel 1985, dopo una vacanza nel Coteaux du Layon, decide di comprare una piccola proprietà compresa di vigneto. Eddy Oosterlinck attualmente coltiva 6 ettari di Chenin Blanc, in agricoltura biologica dal 1994 e biodinamica dal 2007. Il vino che andiamo ad assaggiare è il Les Churelles de Juchepie, un vino liquoroso (50 grammi di residuo zuccherino), fermentato senza aggiunta di lieviti selezionati o zucchero e maturato in botti di rovere per 18 mesi. Si presenta con un colore giallo dorato intenso e riflessi ambrati. Al naso spezie dolci e sentori di frutta, pere e pesche sciroppate, poi miele e una nota minerale abbastanza marcata data dal suolo di roccia vulcanica su cui si trova il vigneto. Al palato una buona acidità equilibra la dolcezza, ancora mineralità, sorso morbido e piacevole, di media lunghezza finale.