Vriniotis – Vradianò 2012

Vradianò (100%) – 14,8%

Nell’aria c’è il pensiero

e nel pensiero c’è l’aria

Li unisce la rete

rete che non comprime

libera

Le maglie si allargano

e dal cuore glicerico

si espandono

in un infinito di pensiero quantico

Realtà fisica

forte

radicata nel profondo degli abissi

dove quello che pensi sarai

Attento pescatore

o vita o inferno.

 

Agnese


E’ sparito dai radar enoici per mezzo secolo il Vradianò, per poi ricomparire in grande stile con questa interpretazione magistrale da parte del suo salvatore. 228 bottiglie, una barrique (usata) scarsa, e un vino carico di nostalgia per i tempi che furono e di emozioni per una nuova vita. Si sveglia di soprassalto respirando affannosamente, come se fosse uscito da un incubo, con le idee un po’ confuse; gli serve tempo per regolarizzare il respiro e prendere coscienza del presente. Sembra timido -quasi esile- appena approcciato, ma è un grande errore dare valutazioni affrettate; lo dimostra una progressiva intensificazione di aromi, carattere, sostanza, meraviglia. Ciliegie, mirtilli, lamponi e ribes nero, spezie dolci e piccanti, terra bagnata e funghi ricoperti di foglie, scaglie di corniolo e pane tostato. Glicerico velluto in bocca, in buona compagnia di una bella acidità e del tannino ben dosato, il sorso, abbraccia un corpo medio, ben fatto e voluttuoso, passando insieme lunghi momenti da ricordare per sempre.

Tatsis – Goumenissa 2012

Xinomavro in prevalenza, Negoska – 13,5%

San Trifone protegge e benedice le vigne di Goumenissa, e i suoi abitanti lo ringraziano e lo festeggiano il primo febbraio di ogni anno con il “Kurbani”, antico rito orientale dell’abbondanza. Si tratta di un rituale antico legato alla potatura delle viti, dove cristianesimo e paganesimo si uniscono (come spessissimo succede in Grecia) in una festa con balli e canti e con il sacrificio di un toro o altro animale maschio. L’obiettivo è quello di attirare la buona volontà del santo (degli dei) nel corso della prossima vendemmia. Per questo, il sacerdote pronuncia alcune parole rituali e poi l’animale viene sacrificato, cotto e offerto ai fedeli accompagnato dal vino locale, mentre la musica e i balli tradizionali prendono il via.

La vendemmia 2012 a Goumenissa ha attirato la buona volontà di San Trifone e dei suoi colleghi antichi, e la dimostrazione è questo rosso concentrato e complesso. Ricco in frutta matura, ciliegia, prugna e uva spina, respirando vira su sentori speziati, chiodi di garofano e pepe, per finire con sottili allusioni di tè nero, pomodoro secco e polpa di olive nere. Bella tensione in bocca con tannini ben presenti ma rotondi, buona struttura e finale lungo e piccantino. Un bel vino che ha bisogno di tempo per esprimere le sue (grandi) potenzialità.

 

Ktima Vourvoukeli – Limnio 2014

Limniò (100%) – 13%

Brindano Omero ed Esiodo con il Limniò e, in preda ai fumi alcolici, fanno nascere dal caos primordiale poemi epici, l’Odissea e l’Iliade, e partoriscono la Teogonia. Il kylix si svuota rapidamente, un piacere acidulo e piccantino, un tannino morbido e carezzevole, un sentore animale che sfuma piano-piano e lascia spazio al cioccolato nero, che chiude un sorso lungo e godereccio. A calice vuoto si esaltano aromi fini; prugna e ciliegia nera, melograno e tè nero, china e radice di rabarbaro, alloro e pepe nero. Si attinge ancora dal cratere, ed Esiodo butta giù due righe di getto nella sua opera nuova, “Le opere e i giorni”.

Domaine Karanika – Xinomavro Vieilles Vignes 2013

Xinomavro (100%) – 13%

Laurens M. Hartman – Karanikas, di padre olandese e madre greca, e Annette van Kampen, enologi e viticoltori, coltivano i loro cinque ettari di vigna secondo i principi della biodinamica ad Amyntaion, all’estremo nord del Paese. Xinomavro, Cabernet Sauvignon, Assyrtiko e Limniona sono le varietà impiegate. Lo Xinomavro Vieilles Vignes, da viti ultracentenarie, è una perla del Vigneto Greco. “Che il profumo dell’incenso scenda negli abissi e salga in cielo fino a Dio Onnipotente”.* Un getto di Xinomavro squarcia la terra, prima denso, poi sempre più rarefatto, fino a stuzzicare il naso di Zeus con i pomodori secchi e le olive verdi, il melograno e il lampone, la ciliegia e la prugna, il pepe nero e la liquirizia, le foglie bagnate e la profonda mineralità. L’acidità fulminante diventa arma nelle mani di Zeus, il tannino maturo ma vivo lo stuzzica, il sorso gustoso e pieno lo gratifica e lo rende vivace, spostando il suo sguardo su una ninfa di passaggio.

 

*Luigi Malerba

Domaine Zafeirakis – Limniòna 2009

Limniòna (100%) – 13%

La divina e rarissima Limniòna cresce ai piedi del Monte Olimpo e porta nei suoi acini il sangue di Artemide. “Prendete e bevete, questo è il mio sangue” sembra dire la Dea dall’alto del Monte delle Divinità. Bella, raffinata, fiera, femminile, decisa, la Signora dei boschi, della caccia, delle campagne e dei campi coltivati, si specchia perfettamente nelle caratteristiche della Limniòna. Troviamo il bosco con i suoi frutti, le more, le ciliegie, le fragoline, le spezie piccanti, i lievi sentori animali e le note terrose e di sottobosco. E poi le campagne tempestate di fiori, violetta e lavanda, e una intensa e persistente mineralità argillosa. Il corpo è tornito, sodo, fresco, pieno di vita. Delizioso e succulento, sottile e fine, mostra il suo “caratterino” con un tannino setoso ma ben scandito. Lunghissimo e armonico, come le gambe di Artemide, finisce lasciando un ricordo balsamico e minerale. Eccezionale!