Terroir al Límit – Vi de la Vila de Torroja 2015

Garnacha Tinta, Cariñena – 13,5%

Il bosco

I boschi

Tutti diversi
Ognuno con le proprie sfumature
Di luce
di profumi
di colori

Ogni pianta parla
Ogni foglia sul terreno racconta
Ogni animale si palesa
in un nettare caleidoscopico
che gira nel bicchiere
e porta con sé
sfumature sempre nuove

Bosco basso
Arbusti
Terreno secco
Humus antico
Animali veloci
Profumi mediterranei
Rocce improvvise
Sole che trapassa gli arbusti

Il terreno cotto dà il meglio di sé
insieme alle piccole bacche rosse
mature

Il profumo del mare confonde le idee
Il passo è lento
E tutto torna

Siamo nel sud della Spagna
Eppure io bevo il mio calice a Bologna

 

Agnese


Terra secca, lastre di pietra turchina scaldate dal sole e phrygana. Mediterraneo, rustico, forte e concentrato, accarezzato da venti marini raffinati e rimarcato da frutti rossi e neri, erbe balsamiche e olive nere, spezie arrostite e fiori selvatici. Luce accecante, espressività modulata, lentezza godereccia. Profonda sintonia tra freschezza, salinità, mineralità e frutto. Garnacha Tinta e Cariñena danno l’anima per questo nettare, in un legame indissolubile con il territorio del Priorat. Fiero e lunghissimo il finale, astringente e amarognolo tanto quanto dolce e rotondo. Carnale.

Barranco Oscuro – Varetúo 2014

Tempranillo (100%) – 14%

Sierra de la Contraviesa, 1368 metri s.l.m. Grandi escursioni termiche fra giorno e notte, aridità, curve morbide di rocce scistose e argilla, mica brillante e bellezza mozzafiato. Fra colline pianeggianti e gole aspre, la magia dell’Andalusia di altura viene “fotografata” in una bottiglia di Varetúo. Intensità immediata e selvaggia e rigogliosa eleganza suscitano stupore e ammirazione; mirtilli e fragoline mature, anice e cannella, liquirizia e rizomi e balsamica eterea fluttuante gioia. Potente e persistente mineralità, salata freschezza e gentile astringenza in bocca. Corpo scolpito e linee armoniche, ma nette, decise; e tanti tanti bravo a Barranco Oscuro.

 

 

Suertes del Marqués – 7 Fuentes 2013

Listán Negro (85%), Tintilla (15%) – 13%

Cammino sul muretto di pietra
affacciato al mare

Le erbe selvatiche comunicano con me
attraverso il profumo che si espande nell’aria

Le rose colpiscono la vista
e il profumo mi inebria

Il mare comunica con il rumore
e il profumo di iodio

il salmastro che scende sulle labbra

Il muretto in pietra parla di cenere e lava

Sono un niente
Bevo il vino e sono il tutto

1. Il legno genera fuoco

2. Il fuoco genera la terra

3. La terra genera il metallo

4. Il metallo genera l’acqua

5. L’acqua genera di nuovo il legno

6. La vite genera l’uva

7. L’uomo genera il vino

il sangue di Cristo, di sé stesso

E Dio lo benedice

 

Agnese

 

Sicus Terrers Mediterranis – Garrut 2015

Monastrell (100%) – 14,5%

Gioventù
inevitabilmente

esuberante
frizzante
impavida

Maturità

raccolta
pacatezza
riflessività

Rivincita o remissività

Vecchiaia
inevitabilmente

Distaccata
dal consenso

Pazza
Libera
Unica

Nel mezzo..

un bicchiere Di vino

 

Agnese


La nuova generazione di viticoltori spagnoli avanza. Con rispetto per il passato e anche per il futuro, mette in evidenza grande talento, entusiasmo e qualità. Eduard Pié fa parte di questa “onda” travolgente; il suo Monastrell fermenta e affina in anfore interrate in mezzo alla vigna, accanto alle viti madri. Mirtilli, more e prugne esuberanti, fanno parte di un naso pieno di vita, insieme all’eleganza dei fiori rossi e delle resine, e alla finezza della sottile speziatura e della mineralità argillosa. Fresco, carezzevole e piccantino, mostra solidità e sprizza vivacità, regalando un sorso equilibratissimo, gustoso e lungo. Evviva!

Sistema Vinari – Cható Pqta 2015

Callet (65%), Manto Negro (20%), Monastrell (15%) – 12%

Sedotti e (alla fine della bottiglia) abbandonati. Questo nettare del garagista Eloi Cedó Perelló è in grado di far innamorare chiunque gli si avvicini. Una miscela aromatica, complessa e armonica, “ci tira” per il naso senza nessuna possibilità di opposizione da parte nostra; ciliegie, ribes, more, garofanini e violette, spezie finissime, erbe mediterranee e sentori leggermente affumicati. Pieno di energia, con i vitigni autoctoni Callet e Manto Negro che gli donano una buona struttura e il Monastrell (in macerazione carbonica) che gli conferisce grande freschezza e una bevibilità “assassina”, ci trascina velocemente verso il traguardo che vorremmo non arrivasse mai.