Okro’s Wines – Saperavi Budeshuri 2014

Budeshuri Saperavi (100%) – 12%

Caleidoscopio di luce

Razze

Specie

Colori

Gli alberi ondeggiano

Le farfalle si librano nel cielo

La terra profuma

Il mare risacca

Le stelle sorridono

I fiori rispondono

L’uomo che ama

vede

 

Agnese


Anfora georgiana colma di terra, ciliegie croccanti, more e ribes nero, mandorle tostate e viole appassite. Rinfrescante, appagante, elegante, dal tannino rotondo e dal sorso profondo ed etereo, complesso e nello stesso tempo leggero come un fringuello coloratissimo che vola via veloce. Splendido.

 

 

 

Pheasant’s Tears – Tavkveri 2011

Tavkveri (100%) – 12,5%

Qui e ora è l’altrove allora; si può sintetizzare in questa frase l’essenza del nostro vino di oggi. Tavkveri, detto anche Tarkveri, Kachet, Tvteri, Takweri, Didi Scaperawi, è uno dei vitigni autoctoni più popolari della Georgia. Attraversa i secoli e le terre, come quelle dell’Azerbaijan, Tajikistan e Turkmenistan, e arriva nei nostri calici fresco e leggero come un fringuello. Si porta dietro il profumo di quella terra, carica di storia, ancestrale, eterna. Profuma di argilla, con cui è fatto il Qvevri, che in un silenzio religioso lo abbraccia sotto terra per diversi mesi; lo affina con cura e ce lo consegna più vivo che mai. Ciliegie e mirtilli, fiori e spezie, legno di rosa e incenso. Bellissima la freschezza al palato, ma è l’equilibrio, anzi, l’armonia ad impossessarsi dei nostri sensi. I tannini, l’alcol, la sapidità, la mineralità..tutto perfettamente “incastrato”. La bevibilità è “supersonica”, il piacere..ancora presente nel momento in cui scrivo queste righe. Quì, ora, altrove, allora.

Pheasant’s Tears – Shavkapito 2011

Shavkapito (100%) – 12,5%

Shavkapito è una delle 520 varietà del Vigneto georgiano, il più ricco al mondo. La storia del vino in Georgia si perde nella notte dei tempi, probabilmente comincia proprio qui. Il modo di fare vino da queste parti, allora, come adesso, è usando il tradizionale Qvevri, l’anfora georgiana. Il nostro Shavkapito proviene da Kartli (Cartalia), una regione situata nella parte sud-orientale del paese, dove si trova la capitale Tblisi, una delle aree di maggior coltivazione della vite. E’ un vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, piuttosto velato perché non filtrato. Al naso, il primo impatto è di un vino tutt’altro che equilibrato ma è solo un’illusione. Si presenta molto chiuso, con sentori di zolfo, note animali molto intense e un’affumicatura che fa pensare al legno bruciato. Ma non bisogna essere precipitosi e dare un giudizio negativo, quello che bisogna fare è dargli tempo..il tempo di respirare e mostrare il suo vero volto, un volto dai lineamenti sottili ed eleganti. I frutti di bosco, ribes e mirtilli in particolare ma anche ciliegia, un sentore vegetale fresco, una punta di liquirizia, cuoio e una nota affumicata molto più tenue rispetto all’inizio, compongono il bouquet aromatico. L’ingresso in bocca è fresco e un po’ astringente. I tannini giovani, ben inseriti, fanno venire l’acquolina in bocca e la sapidità è giusta. E’ giovane e vivace, di corpo leggero e basso tenore alcolico, dal sapore deliziosamente fruttato e di facile beva. Spensierato.