Escoda-Sanahuja – Brutal 2015

Garnacha Blanca (100%) – 12%

Brutal! Strepitoso! Raggiante! Emana luce, emana vita. Succo di agrumi citrini e ginestre, erbe mediterranee e calcare. La sua complessità e la sua eleganza vengono espresse con una semplicità disarmante in un sorso diretto, veloce, goloso e godibile. Struttura, freschezza e finezza sono le sue armi; poche mosse (sorsi) e siamo in trappola. Mi arrendo!

Terroir al Límit – Vi de la Vila de Torroja 2015

Garnacha Tinta, Cariñena – 13,5%

Il bosco

I boschi

Tutti diversi
Ognuno con le proprie sfumature
Di luce
di profumi
di colori

Ogni pianta parla
Ogni foglia sul terreno racconta
Ogni animale si palesa
in un nettare caleidoscopico
che gira nel bicchiere
e porta con sé
sfumature sempre nuove

Bosco basso
Arbusti
Terreno secco
Humus antico
Animali veloci
Profumi mediterranei
Rocce improvvise
Sole che trapassa gli arbusti

Il terreno cotto dà il meglio di sé
insieme alle piccole bacche rosse
mature

Il profumo del mare confonde le idee
Il passo è lento
E tutto torna

Siamo nel sud della Spagna
Eppure io bevo il mio calice a Bologna

 

Agnese


Terra secca, lastre di pietra turchina scaldate dal sole e phrygana. Mediterraneo, rustico, forte e concentrato, accarezzato da venti marini raffinati e rimarcato da frutti rossi e neri, erbe balsamiche e olive nere, spezie arrostite e fiori selvatici. Luce accecante, espressività modulata, lentezza godereccia. Profonda sintonia tra freschezza, salinità, mineralità e frutto. Garnacha Tinta e Cariñena danno l’anima per questo nettare, in un legame indissolubile con il territorio del Priorat. Fiero e lunghissimo il finale, astringente e amarognolo tanto quanto dolce e rotondo. Carnale.

Partida Creus – CV Cart Ver 2015

Cartoixà Vermell (100%) – 10%

E’ fresca l’aria del mattino

Porta con sé i profumi della terra
e dei fiori

sbocciati di notte
per vedere sorgere il sole

Il cielo si prepara
stende il tappeto rosso

Tutte le variazioni esistenti
del colore più bello
per Lui

E Lui spunta

Divino

Passeggia sul red carpet
come la più luminosa delle star

Splende su tutto il creato
in un tripudio di profumi e natura

La vite sorniona sorride
perché solo lei sa
come trasformare il sole
in liquido divino.

 

Agnese


L’abbandonato e dimenticato Xarel.lo rosso (o Cartoixà Vermell) resuscita nel corpo di un vino bianco. Viene accolto e festeggiato da una pioggia di petali di fiori bianchi e rosa, fieno bagnato e terra battuta, pompelmo rosa, piccoli frutti rossi acerbi e spezie. Come una carezza mattutina su un graffio, solletica e rinfresca, pizzica e lenisce. Fatato.

Loxarel – A Pèl 2015

Xarel.lo (100%) – 12,5%

La grande pietra è liscia
un po’ in pendenza

Una volta saliti
il calore invita a stendersi

Pietra salvifica
riscalda la colonna vertebrale

L’occhio scruta il cielo

La kundalini si sveglia

Il serpente si arrotola

Vertebra dopo vertebra sale
Si snoda in un turbinio di verità

E da lì in poi non si può più parlare

Sopra il cielo e sotto la pietra

Di fronte l’oblio

 

 

Agnese


Xarel.lo, l’orgoglio di Penedès, in un’interpretazione emozionante; sasso levigato scaldato dal sole catalano, lievito e cera, mela e pera, arancia amara, salvia e menta, magnolia appena sbocciata, zucchero caramellato e noci. Una carbonica scoppiettante lascia spazio ad un sorso complesso ed espressivo, concentrato e rinfrescante, dal tannino rotondo e strutturato, e alla presenza di una punta di ossidazione meravigliosa. Fragrante con personalità.

Laureano Serres Montagut|MENDALL – Terme de Guiu 2015

Macabeu, saldo di Garnatxa Blanca – 12,65%

Morde
avvolge
Vibra
Esalta

E vola

nell’infinito
delle probabilità

E

Scelgo quella che più mi aggrada

Una sera d’estate..

Fresca e profumata

Sono vicino al mare
o in collina

Incontro
o sono sola

Tutto quello che voglio

Un bicchiere di vino!

 

Agnese


Sto osservando questo eccentrico, astratto, passionale, istintivo, onirico capolavoro di Laureano Serres come se guardassi un quadro di Picasso; tagli verticali, volti sproporzionati, surrealismo, audacia. Si, anche qui ci sono i sentori come in tantissimi altri vini; le mandorle e le noci, il rosmarino e la resina, il limone e la rapa bianca, il caprifoglio e il tiglio, il cespuglio e il calcare, ma è il risultato che è diverso. Il Terme de Guiu è arte, pura e semplice. Qui dentro riesco a trovare il sesto gusto, l’umami, che altrove non riesco ad individuare. La sua acidità trafigge -e sconfigge- la mia emicrania (e anche quella di Picasso) e, d’incanto, tutto diventa chiaro: il mio “pasto frugale” ha trovato il vino che si merita.