Ar.Pe.Pe. – Sassella Riserva “Rocce Rosse” 2002

il

Chiavennasca (100%) – 13%

Fuori piove. La bellezza di queste sottili gocce di vita passa quasi inosservata; tutti vanno di fretta, è più importante arrivare in tempo all’appuntamento, al lavoro, a casa..invece è meravigliosa la pioggia ed io voglio renderle omaggio…

Manos Hadjidakis’s from “Gioconda’s Smile”: Rain

 


Oggi voglio l’eccellenza di Hadjidakis e di Ar.Pe.Pe.


Manos Hadjidakis è stato un compositore greco. Ha svolto anche attività come pianista, direttore d’orchestra e come direttore artistico della Radio3 greca dopo la liberazione dalla dittatura dei colonnelli. E’ stato anche il maestro di illustri allievi come l’Italiano Nicola Piovani. Nel 1959 debutta la leggendaria rappresentazione degli “Uccelli” di Aristofane da parte del Teatro d’Arte di Atene (di cui era direttore artistico e regista Karolos Koun) su musica di Manos Hadjidakis, scenografia e costumi del pittore Yiannis Tsarouchis e coreografia di Rallou Manou. In quel 29 Agosto del ’59, la performance -un po’ spinta per l’epoca- non ha successo. Il pubblico reagisce male e l’allora Presidente della Repubblica vieta gli spettacoli successivi. Hadjidakis non molla il progetto e gli dà la forma definitiva (cantata) nel 1964. L’anno successivo, insieme a Karolos Koun e Maurice Béjart, presentano lo spettacolo all’Opera di Bruxelles ottenendo un grande successo.

Entance and Attack of the Birds, music by Manos Hadjidakis for Aristophanes’ comedy, The Birds.

 

Entance and Attack of Sassela Riserva, music by Arpepe for Valtellina Superiore, Rocce Rosse.

 

Quando alla fine della giornata lavorativa, dopo aver faticato tra i filari ripidi sulle Alpi Retiche, il vendemmiatore posa le sue membra stanche, tira un sospiro di sollievo..AAaahh!!..E’ un sospiro di stanchezza sana, di soddisfazione per aver fatto bene il suo lavoro, di orgoglio per aver partecipato a qualcosa di speciale; quel sospiro è il Rocce Rosse, preziosa spremuta di uve eroiche. E’ “accordata” alla perfezione questa Chiavennasca in una consonanza di sentori, in una polifonia di sussurri. Ogni strofa è un gioiello, ogni pausa è carica di emozioni. La sfida che ti lancia è quella di scrutare la sua immensa bellezza nascosta dietro l’apparente timidezza. Il Rocce Rosse non si può bere, si deve degustare. I suoi sentori di ciliegia sotto spirito e di fragoline di bosco, di fiori delicatamente macerati, di radici, legnosi di corteccia d’albero e resinosi, di sottobosco e di spezie piccanti e dolci, vengono “accarezzati” costantemente da una fine mineralità che non vuole essere protagonista, che dirige l’orchestra in maniera magistrale, spiegandoci il significato dell’armonia. Il sorso è longilineo, aristocratico; fresco, finemente tannico, persistente..straordinario! Nel calice vuoto aleggia l’aroma, dolcemente pungente, di foglie di tabacco. Indimenticabile!

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. 65luna ha detto:

    Buona domenica al “poeta” della degustazione! 65Luna

    1. Vite di Vino ha detto:

      Buona domenica anche a te fotografa di sogni!

      1. 65luna ha detto:

        Wow…lusingata! 65Luna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...