Bodega Frontio – Puesta en Chus 2024

Puesta en Cruz

Alcol: 12%

Un mazzo di rose, tutte rosa
appoggiato nel vaso
dove erano appena sbocciati i gialli tulipani
Nessun biglietto
Ma io sapevo da quale giardino provenissero
e anche il cammino a piedi sulla strada fatta di ciottoli
all’alba
per non farsi vedere da nessuno
Il barone continuava a corteggiarmi con sete e gioielli
ma quelle rose rubate in giardino dal fattore valevano di più
E più del diamante del barone valeva il suo vino
Fu così che mi ritrovai ricca e felice

Agnese

Thyge Benned Jensen, detto “Chus”, gioca con le parole, visto che il raro vitigno Puesta en Cruz (Rabigato in Portogallo) non è autorizzato nella denominazione e non può essere menzionato. Siamo di fronte a un vino che non cerca la perfezione levigata dei laboratori ma la “bontà semplice” di un sorso che sa di roccia e di libertà, e rappresenta pienamente Arribes del Duero, una terra di frontiera, selvaggia, dove la bellezza è austera ma profonda. Gli occhi chiusi contro un sole che scalda appena, le narici spalancate che “captano” l’immensità dei larghi orizzonti, il vento pulito, l’essenza della roccia, la gentilezza fiorita delle rose rosa, la “radiosità” dei frutti gialli, la succosità degli agrumi, l’essenzialità della verdezza “serpeggiante”, il momento della fienagione. Leggerezza ma non fragilità al palato; nel bicchiere cresce, respira, si trasforma. L’acidità “abbranca” la morbidezza del frutto e scuote il sorso sorprendendo le papille gustative, donando tensione, mineralità e struttura. Resta sulla lingua a lungo, ma soprattutto resta dentro. Ottimo.

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