Milopotamos – Epifanìs 2009

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Monte Athos (Aghion Oros), come il Vaticano, è uno stato nello stato, territorio autonomo della repubblica Greca. Si trova al nord della Grecia, nella regione di Macedonia ed è uno delle tre “dita” della penisola Calcidica. Raggruppa 20 monasteri amministrati da un collegio di monaci e uno di questi è il monastero di Meghistis Lavras nella zona di Milopotamos. Qui si coltiva uva da vino da più di 1000 anni (dal 973) e recentemente (1990) uno dei monaci con grande amore e rispetto per la terra, padre Epifanio, con l’aiuto del bravissimo agronomo Italiano Leonello Anello, ha cominciato a produrre vini biologici con metodi biodinamici; è a lui che è dedicato questo vino, Epifanìs, un blend di merlot (90%) e Limnio(10%).
Limnio è un vitigno antico nativo dell’isola di Limnos (conosciuto anche come Kalambaki). Da questo vitigno proveniva il famoso vino rosso Limnia decantato da Omero e Aristotele. Oltre all’isola di Limnos viene coltivato in piccola parte anche in Calcidica (e questo è il nostro caso).
L’Epifanìs 2009 è stato imbottigliato nel marzo del 2010 in un numero limitato di 6350 bottiglie. La bottiglia in degustazione è la numero 459.
Cosa si può dire di questo vino? L’ho cominciato scettico, l’ho finito entusiasta.
Entra piano..pianissimo, come una persona che prima di entrare in casa bussa alla porta.
Di colore rosso profondo, rivela un colore rubino brillante alla sua unghia. Al naso rivela timidamente l’esistenza di piccoli frutti rossi e spezie, si sente la liquirizia ma anche la cannella.
Ma ormai ha già bussato alla nostra porta e noi gli abbiamo aperto, ora cominciamo a conoscerci.
Ioannis, mi presento io, Epifanìs dice lui e al prossimo sorso comincia la rumba. More, prugne secche, ciliegie sotto spirito, sentori di vaniglia, legno di rovere, ancora liquirizia ed erbe, si sente la menta e la salvia e forse l’eucalipto.
Al palato l’elegante legno di rovere lascia spazio alle more e alla vaniglia. Il limnio sottolinea la sua presenza con i tannini che si fanno sentire ma il risultato è rotondo e morbido. E’ fresco e note balsamiche di menta e salvia arricchiscono il ventaglio gustativo che viene ulteriormente impreziosito dal netto gusto del cioccolato fondente. Il finale non è lunghissimo ma qui si può parlare di un grandissimo risultato, di un vino armonico che all’inizio mi sembrava un brutto anatroccolo ma che si è rivelato un cigno.
E visto che parliamo di una delle terre più importanti della cristianità, baluardo dell’ortodossia, vorrei essere un po’ provocatorio e citare alcune strofe di una poesia proveniente dalle terre di Allah, di Omar Ibn Al-Farid da “Ode al vino”:
*Se di questo vino fosse cosparsa la terra di un defunto
L’anima risorgerebbe e il corpo si risolleverebbe.
Se all’ombra della sua vigna venisse disteso
Un uomo mortalmente malato, egli guarirebbe,
Un paralitico condotto alla taverna, camminerebbe
E i muti al sentire il suo sapore, ritroverebbero la parola.
Se la brezza del suo profumo spirasse in Oriente
Anche in Occidente chi ha il raffreddore riacquisterebbe l’olfatto.*

Scopri chi è Padre Epifanio:

https://vitedivino.com/2013/08/06/padre-epifanio-e-la-vigna-benedetta/

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Haris ha detto:

    Ordinato 4 giorni fa in Grecia! Lo aspetto come aspetta un bambino il babbo natale :p Spero che entro Giovedì prossimo arriva in tempo per assaggiarlo guardando la partita PAOK – Fiorentina. Monte Athos contro Chianti 😀

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