La storia del vino in Grecia – I periodi Bizantino e Veneziano

All’inizio del 4° secolo la capitale dell’impero romano si trasferisce a Bisanzio (324-1453) e viene ribattezzata Costantinopoli dal suo fondatore Costantino. Il Cristianesimo si diffonde ampiamente (circa due secoli prima della caduta di Costantinopoli, San Trifone diventa il santo patrono dei vignaioli). Per il prossimo millennio una grande civiltà si svilupperà in Grecia, mantenendo dalla civiltà antica, tra l’altro, la lingua e la grande tradizione della viticoltura e della produzione del vino, del vino bizantino. Alcune pratiche di vinificazione sono state mantenute, altre si sono evolute, ma il vino greco ha sempre un ruolo importante, sia commerciale che sociale. Il contributo del Cristianesimo sarà fondamentale per la continuità storica del vino in Grecia, visto che la vigna “fiorisce” nell’arte bizantina, i monasteri  “si attivano enoicamente” (Monte Athos) e la comunione richiede vini dolci provenienti da vini rinomati che vengono ancora prodotti nelle isole greche. Tuttavia, la viticoltura in Grecia, nonostante il sostegno che proviene da Bisanzio, vive tempi molto duri, visto che i nemici attaccano la terraferma e i pirati le isole, compromettendo la pace permanente e duratura che cerca la vite, anche se esistono periodi di ritorno dei vini greci. D’altra parte, molte regioni, con in testa ancora una volta le isole dell’Egeo e Creta, con il vino Passos, primeggiano nell’ esportazione del vino via mare e forniscono le ricche tavole degli imperatori bizantini.

Già dal periodo delle crociate, ma anche dopo la caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi nel 1453, gli europei (Franchi, Veneziani, Genovesi) hanno avuto una presenza continua in Grecia, soprattutto nel sud e nelle isole avendo continui scontri con la flotta dell’Impero Ottomano. Nel periodo veneziano (dal 12° al 17° sec.), i veneziani dominano le isole del Mar Egeo e le isole Ionie, Creta e per un po’ il Peloponneso. Storicamente, gli Europei apprezzano i vini greci, non solo per la loro qualità ma anche perché resistono durante i lunghi viaggi per mare. Così, le navi franche e veneziane cominciano a caricare sempre più vini di Creta, delle Cicladi e di Monemvasia. Inoltre, quest’ultima ha dato il porto riparato e il suo nome, la Malvasia, al più ricercato vino del periodo, il vino Malvasia e poi, alle molte varietà, e come era inevitabile a varie sue imitazioni (attualmente è stata riproposta in Grecia con l’introduzione di una nuova DOP, il vino DOP Monemvasia – Malvasia). Il commercio di Malvasia è stato uno dei più grandi affari che hanno concluso i Veneziani, trasportandolo un po’ in tutto il mondo. L’età d’oro dei vini greci durante il periodo veneziano si concluderà con la vittoria turca, non solo nel continente ma anche nelle isole, dopo un grande corso, con momenti gloriosi, come ad esempio la reputazione del vino di Santorini a Parigi. Tuttavia, la guerra, anche sul vino, comincia a metà del 17° secolo, con attriti tra Veneziani e Turchi nel Mar Egeo.

 

Fonte: Newwinesofgreece

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