

Sauvignon Blanc in prevalenza
Sauvignon Gris
Alcol: 14%

Il vino non è un oggetto da analizzare in laboratorio, è un prodotto culturale, storico e umano, è un compagno di viaggio che riflette lo stato d’animo di chi lo beve. Ecco, allora, che questo Sauvignon arriva senza fretta, “mi accarezza” con la sua luce e “mi abbraccia” con i suoi profumi. La delicatezza della camomilla viene affiancata dall’ancestralità delle resine antiche, dalla “concretezza” della frutta bianca e gialla, dalla “danza”dall’erba piegata dal vento, dal respiro della terra. Al palato, il tempo rallenta ancora, si fa più largo, oserei dire “circolare”; c’è il passato (nelle resine), il presente (nel vigore, nella luce) e il futuro (nell’attesa, quello che il vino può donarci nel tempo). Il tannino, scandito ma a bassa voce, il sale e una tensione che non è durezza ma spina dorsale si trasformano in equilibrio, e ti fanno capire che la forza può essere gentile, che la profondità non deve pesare, che l’eleganza più grande è restare fedeli a sé stessi.
