Domaine Leroy – Bourgogne Aligoté 2010

Aligoté

Alcol: 12,5%


Un lampo di primavera illumina la stanza
Un’esplosione di fiori
anticipata da una scia di idrocarburi
mi entra dritta nel cuore
E da lì si irradia fino alla mente
che inizia a volare
lassù dove il vento non arriva
dove le nuvole si dissolvono
dove non esistono i numeri
dove il tempo non ti guarda
passa accanto e se ne va
dove la memoria diventa cosmica
Tutto è lì
in un calice
E io gli sono grata

Agnese

    Non esistono vitigni minori, esistono vignaioli mediocri

Siamo guardiani. Guardiamo, osserviamo, prendiamo alcune decisioni ma sono le uve che vengono prima di tutto; ci guidano. Il nostro compito è guardare, osservare e cercare di capire

Madame Lalou Bize-Leroy

Questa è la storia di un vino che nasce da una ribellione silenziosa, quella di una donna che ha dedicato la vita intera a dimostrare che la grandezza non dipende dal nome del vitigno ma dall’anima di chi lo coltiva. L’Aligoté, l’eterno “secondo” vitigno bianco della Borgogna, il “vino di campagna”, sfida ogni convenzione con una grazia e una complessità che -dopo sedici anni- ci lasciano a bocca aperta. Un delicato velo di riduzione e la presenza di idrocarburi che si dissolvono nel tempo, lasciano emergere tutto ciò che la vigna ha accumulato in anni di cura minuziosa; la mineralità gessosa, la dolce delicatezza dei fiori, l’amaricante bellezza del pompelmo rosa con la sua buccia, il limone maturo, il profumo della pesca, la mandorla, il timido sole, il cielo azzurro e le nuvole bianche. Il sorso mette in evidenza una conversazione tra opposti che si incontrano; la rotondità morbida di un frutto maturo e l’acidità vibrante che percorre il palato come una corrente d’aria fresca. Il finale è lungo, pulito, inesauribile, e fa rimandare il sorso successivo perché si vuole che quello precedente non finisca mai. Puro.

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