Pillitteri Estates Winery – Gewurztraminer Icewine 2008

Gewurztraminer (100%) – 11,5%

Nome di chiare origini italiane, Pillitteri trova il suo passato in Sicilia e il suo presente in Canada. La Tenuta viene fondata nel 1993 a Ontario, nella penisola del Niagara e in poco tempo, e dopo tanto lavoro, diventa un produttore vinicolo di grande qualità fino ad arrivare oggi ad essere il maggior produttore nel mondo di Icewine. Ma cos’è l’Icewine? Scopriamolo qui e andiamo a degustare insieme (grazie Vins e Miha) questo vino fatto con il Gewurztraminer, probabilmente il vitigno che dà i migliori risultati come Icewine. Si presenta luminoso e ambrato nel calice. Il naso viene “investito” da aromi di pesca, albicocca, mango e, in secondo piano, di agrumi. Ricco e raffinato, invita all’assaggio; assaggio che si mostra molto equilibrato, senza risultare stucchevole. E’ piuttosto asciutto e fresco in bocca nonostante i suoi 200g/l di residuo zuccherino. E’ fragrante e succoso, delicato e nello stesso tempo lussurioso. Mediamente persistente ma lungamente rimpianto dopo la fine della bottiglia. Ottimo.

Grof Kaminszky & Monyok – Tokaji Aszú 4 Puttonyos 2000

Muscatoly, Furmint, Hárslevelü – 13%

Si pensa largamente che i vini attaccati dalla muffa nobile siano nati in Francia, invece in Ungheria erano noti già nel Medioevo, quindi ancora prima di Sauternes arriva il Tokaji, che prende il suo nome dall’omonima regione. Si trova a nord-est di Budapest, vicino ai confini con la Slovacchia e comprende 28 località, tra cui quella da cui proviene il nostro vino, Mád. Una cantina storica di Mád è Monyok, situata nella zona di Tokaj-Hegyalja. Nata nel 17° secolo, si trova a una profondità di 8-12 metri, 450 metri di lunghezza, scavata nel terreno fatto di tufo vulcanico, mantiene una temperatura costante di 11°C e umidità che va dai 90 ai 95 gradi. Il Tokaji Aszú contiene una proporzione di acini scelti avvizziti e attaccati dalla muffa nobile con l’aggiunta di pasta d’uva immessa nel vino la cui quantità si esprime in puttonyos. Tale aggiunta provoca un processo di rifermentazione che produrrà il vino aszú. La polpa viene posta in una gerla detta putton che ha una capienza di 25 kg. Al vino base si possono aggiungere fino a 6 putton per ogni 136 litri, quindi la classificazione è in stretta relazione al numero di putton. Più puttonyos abbiamo più è alto il residuo zuccherino. Osservando il nostro vino nel calice vediamo un colore ambrato chiaro e di grande densità. I suoi profumi sono intensi e deliziosi: miele, albicocca secca, nocciole, fiori appassiti, spezie dolci e una nota balsamica. Al palato è dolce ma ottimamente equilibrato da una freschezza che non ti aspetti. Note eteree, gusto di caramello e fiori dolci regalano un sorso molto lungo e speciale. Abbinato a formaggi Francesi erborinati e cassatina Siciliana.

Colio Estate Wines – CEV (Colio Estate Vineyards) Icewine 2003

Vidal (100%) – 12%

Icewine o Eiswein? Certamente Eiswein. E’ in Germania che è nato il “Vino di ghiaccio”, nella Franconia nel 1794. Ma cosa sono gli Icewines? Sono vini ottenuti dalla fermentazione di grappoli congelati, vendemmiati tardivamente all’inizio della stagione invernale, quando la temperatura scende sotto i -7 C° (-8 C° in Canada). La vendemmia va dai primi di dicembre fino alla fine di gennaio. Per avere una produzione annuale e regolare sono molto importanti le condizioni climatiche (freddo rigido costante). Per questo motivo la Germania (e anche l’Austria, altro produttore importante di Eiswein), che non ha un clima sempre freddo, non può garantire una produzione annuale, che è invece garantita in Canada, diventato in poco tempo il principale produttore mondiale di questo tipo di vino. E’ proprio un Icewine Canadese che andiamo a degustare oggi, proveniente dalla regione vinicola più estesa del Canada, l’Ontario, nella penisola del Niagara, sulla riva settentrionale del Lago Erie. Il nostro “vino di ghiaccio” è fatto con il Vidal, un’uva ibrida di origine Francese. La produzione degli Ice Wines è regolata da un apposito disciplinare istituito dalla Vintners Quality Alliance (Unione dei Viticoltori di Qualità), abbreviato in VQA. Venendo al nostro nettare, nel bicchiere possiamo osservare un colore ambrato scuro e al naso il suo bouquet olfattivo “ubriaca” di dolcezza e complessità. Frutta dolce, pesche sciroppate, albicocca candita, datteri, litchi, papaya e floreali, rosa e violetta. Il palato viene “impossessato” da un nettare dolcissimo ma non stucchevole. Albicocca, caramello e vaniglia accarezzano e ammaliano le papille gustative che si arrendono e si lasciano trasportare in un lungo viaggio dal finale dolcemente speziato. Ottimo.