Nome importantissimo per questa tenuta. Dioniso era figlio dell’ognipotente Zeus e della mortale Semeli, figlia di Cadmo re di Tebe. Mentre era incinta di Dioniso, Semeli osò chiedere a Zeus di mostrarsi a lei in tutta la sua gloria. La richiesta mandò su tutte le furie Zeus che, alzando al massimo il voltaggio, bruciò viva Semeli ma salvò il piccolo immortale aprendo la sua coscia e tenendolo all’interno finchè non fu pronto a nascere.
Tornando alla realtà, qui abbiamo a che fare con un vitigno autoctono greco, il Moschofilero(filero aromatico), che dà il suo meglio nel Peloponneso, nella zona di Mantinia.
E’ un vitigno antichissimo legato alle feste dionisiache dell’antica Grecia. Appartiene alla varietà Fileria, che raggruppa diversi cloni, asprofilero(filero bianco), mavrofilero(filero nero), kokkinofilero(filero rosso), xanthofiero(filero biondo). Gli acini sono medio-grandi e fitti, la buccia è di colore rosso-viola coperta da una patina bianca che dà ai grappoli un caratteristico colore grigio. Predilige terreni argillosi e argillocalcarei, ad un’altezza oltre i 350m (650m per il vino in questione) e viene usato principalmente per produrre vini bianchi e rosati.
Venendo al vino in esame, al bicchiere si può osservare un colore giallo paglierino pallido con riflessi grigio-verdognoli. Alla rotazione mostra il suo basso grado alcolico(12%) formando pochi e larghi archetti con le larcrime che scivolano via in fretta.
Al naso è profumatissimo; aromi di rosa bianca, fiori di limone e cedro. Al palato è fresco e minerale, fruttato ed equilibrato e con un finale abbastanza lungo. Abbinato a baccalà mantecato su crostini di polenta ha dato grande soddisfazione.

