Gita a Campiglia, da Walter De Battè. 09/06/2013

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Dopo aver parcheggiato in centro a Campiglia, cominciamo la salita verso “l’antro”
di Walter De Battè. Il tempo è infame, ci aspettavamo 40 gradi, ci ritroviamo a camminare sotto la pioggia, nel fresco e con la nebbia ad alleggiare intorno a noi.
Walter ci aspetta in cima, accovacciato sotto un albero e prima di entrare in
questa casa del 1870, mi giro verso il mare..da una parte il mar Tirreno, dall’
altra le insenature delle Cinque Terre, bellissimo!
Entriamo in casa e ci teletrasportiamo nel secolo scorso, a parte i moderni serbatoi.
Walter ha apparecchiato per noi e mentre comincia a stappare la prima
bottiglia parla del suo primo lavoro (era esperto di armi subacquee, lavorava
per la Marina Militare), delle difficoltà di fare vino in un territorio
difficile come le Cinque Terre, dei cinghiali che gli mangiano l’uva…
Il primo vino è l’Altrove 2009, un mix di uve bosco, vermentino, rossese
bianco e il marsanne, vino particolarissimo (tutti i vini di Walter sono
particolari, assolutamente non banali), dalle note salmastre, sentori di erbe
aromatiche e in particolare di salvia e una sensazione di pierre à fusil. Un
vino che si evolve nel bicchiere, che regala emozioni.
Fra una torta salata allo zafferano, zucchine e peperoni ripieni, e una
focaccia fragrante e saporitissima passiamo all’Harmoge, il secondo bianco. Il
2009 era appena finito, quindi apriamo un 2010, pronto da una decina di giorni
e ancora non etichettato. Fatto con uve vermentino, bosco ed albarola, viene
affinato in botti di rovere di Slavonia da 550 litri(pipe).
Vino particolarissimo. Si sente la mineralità, la sapidità, si sente la
fragranza del miele ma anche un “pizzicorino” che mi fa pensare a un tannino
non ancora sviluppato. Interessante.
Passiamo a un rosso che mi ha colpito particolarmente, il Cericò, fatto di uve grenache e syrah, molto “Francese”, con sentori netti di mirto, ma di questo vino farò una degustazione dedicata più avanti, lo voglio riprovare.
Dopo aver provato il Cericò, Walter ci ha parlato di un suo nuovo progetto con
l’azienda abruzzese Contado Veniglio dove Walter ha ideato due vini che ci ha
fatto provare, il primo, Nerodichiara, fatto con uve Montepulciano. Vino dall’alto
tenore alcolico (14,5%) ma di ottimo equilibrio, minerale al naso e al palato,
dal sapore di frutti rossi, lamponi e prugne ma anche radice di liquirizia.
Abbiamo finito la degustazione con il Brumaureo, un passito da uve Montepulciano che Walter ha fatto pensando un abbinamento col cioccolato, cosa non proprio facile.
E’ un vino di colore nero, denso e dolce ma non dolciastro, dal sapore
fruttato ed equilibrato.
Chiediamo a Walter se possiamo prendere un po’ di bottiglie dei suoi vini. Lui
apre una botola e si fa inghiottire dal buio, dopo un po’ riemerge, come tante
volte avrà fatto nel mar ligure, con varie bottiglie.
E’ stato un piacere conoscere questo “poeta del vino”, un poeta a cui non
piacciono le rime facili.
Ci siamo dati appuntamento in Abruzzo. A presto Walter.

Quì le foto dell’incontro:

https://vitedivino.com/2013/06/09/gita-a-campiglia-da-walter-de-batte-09062013-2/

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