Mariella, la locanda del buon bere – Domenica 13 Ottobre 2013

La Locanda Mariella si trova a Fragno, piccolissima frazione (6 abitanti) del comune di Calestano, sulle colline Parmensi (656 metri sul livello del mare).  Perché bisogna fare tanti chilometri per andare a visitare questa locanda “ben nascosta” tra le colline di Parma? Semplice; perché offre qualità. Ottima cucina e una invidiabile cantina sono gli strumenti di lavoro di Mariella, bravissima a proporre azzeccati abbinamenti di prodotti esclusivi e di qualità. Quindi, si mangia bene e si beve ancora meglio. Ed è su questo che daremo il peso in questa sede. Parliamo dei vini che abbiamo degustato in questa domenica autunnale.

Siamo partiti con lo Champagne Jacques Picard Brut Nature (Chardonnay 70%, Pinot Meunier 25%, Pinot Noir 5%) – 12%. Colore giallo paglierino e mousse abbastanza fine. Naso di media intensità con sentori di frutta bianca, mela verde, miele e note minerali. Al palato è fresco e secco, essendo un brut nature non viene aggiunto liqueur d’expédition. Anche qui presente la mineralità. Finale rinfrescante. Interessante ma non emozionante. Secondo in ordine lo Champagne Ernest Remy Blanc de Noir Grand Cru 2004 (Pinot Noir 100%) – 12%. Ernest Remy produce i millesimati nelle annate per le quali la qualità delle uve lo permette e il 2004 è stata una buona annata. Nel calice si può osservare un bel giallo dorato brillante costellato da innumerevoli bollicine finissime. Al naso il lievito fa da apripista a sentori di mela, pera e note di miele. Tutto questo lo troviamo anche al palato insieme a una buona freschezza. Il residuo zuccherino è abbastanza basso (6 gr/l) e in bocca entra deciso ma vellutato. Buona la persistenza e la piacevolezza della beva. Ops! bottiglia finita, davvero un peccato. Continuiamo il nostro viaggio enoico verso lo Jura e andiamo a degustare Domaine de la Pinte – Arbois Savagnin 2006 (Savagnin 100%) –  13,5%. Il vino ha un colore giallo paglierino che vira sul dorato e aromi che fanno pensare a spezie orientali e frutta secca. In bocca ha una buona acidità, è abbastanza denso e originale. Interessante.

Il nostro viaggio continua con il ritorno in Italia..e che ritorno! Che cosa si può dire di Flavio Roddolo? In mezzo a -ormai- troppi vignaioli o meglio dire tanti avvocati, medici, ingegneri, politici ecc. con la passione del vino, troviamo alcune “eccellenti eccellenze”. Una di quelle eccellenze si chiama Flavio Roddolo e fa il contadino, un “artigiano del vino” in Langa. Non sarò certamente io a spiegare chi è Roddolo, posso solo dire che lo ammiro e che qui ho avuto la fortuna di provare una sua Barbera e un Barolo e il rammarico di non aver provato un suo Dolcetto (per ora). Si parte con la Barbera d’Alba Superiore Bricco Appiani  (Barbera 100%) – 14%. Vino profondo e intenso. All’amarena sotto spirito si aggiungono sentori balsamici, speziati e di cuoio. Al palato troviamo un grande equilibrio. Buona l’acidità, tannini morbidi, giusta sapidità. Ottima la lunghezza e giù il cappello davanti a Flavio. E’ l’ora del Barolo Ravera 2006 (Nebbiolo 100%) – 14%. Ha un colore rosso rubino tendente al granato. Al naso si mette subito in evidenza una nota alcolica abbastanza importante. Fatica ad aprirsi, bisogna aspettarlo. Con il passare dei minuti cominciano ad emergere eleganti sentori di rosa ma anche di more e spezie. Al palato il tannino è potente, così come l’acidità e la sapidità. Vino di una certa austerità, certamente non si può definire facile ma sicuramente ben fatto. Va conquistato piano-piano e conquista piano-piano. Finale lungo. Vino “solitario e introverso” come il suo creatore. Ultimo vino in ordine di degustazione è Domaine Macle Côtes du Jura 2008 (Chardonnay 80%, Savagnin 20%) – 14%. Siamo tornati nello Jura a degustare questa meraviglia. Giallo oro nel bicchiere e tanta frutta secca al naso. Noci, nocciole, mandorle e note floreali e speziate. Al palato la mineralità gioca a nascondino con una nota ossidativa. Fresco e sapido finisce abbastanza lungo con un retrogusto agrumato.

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