Katogi Averoff – Rossiu di Munte Syrah-Traminer 2009

Syrah, Traminer – 13,5%

Si può fare un parallelismo fra il Katogi Averoff e i Poderi Einaudi. Evanghelos Averoff (1908-1990), montanaro come Luigi Einaudi, è stato un personaggio poliedrico, professore, politico, scrittore e vignaiolo. Studia giurisprudenza e diventa professore alla facoltà di economia dell’università di Losanna. Durante la seconda guerra mondiale organizza un gruppo di sabotatori e nel ’42 viene arrestato e spedito in un campo di concentramento in Italia. Nel 1943 riesce ad evadere ma rimane in Italia e organizza la resistenza greca. Nel ’46 entra in politica e arriva fino alla vice-presidenza della Repubblica. Negli anni ’50 impianta dei cloni di cabernet Sauvignon portati dalla Francia sul Monte Pindos e imbottiglia il vino nella cantina (katogi) della propria abitazione (un garagista!). Nasce così uno dei vigneti di montagna più famosi della Grecia e la piccola cantina che prende il nome di Katogi Averoff a Mètsovo. Guardando l’etichetta della bottiglia salta all’occhio quel “Rossiu di Munte” che con la lingua greca ha poco a che fare. Per capire da dove proviene quel “Rosso di Montagna” bisogna parlare delle origini di Averoff, che era “Vlachos”. I Vlachi (detti anche Armani o Remeni) sono una popolazione di lingua latina che si trova principalmente nel nord della Grecia, in Albania, Macedonia, Bulgaria e Romania. Ci sono molte versioni sulle loro origini e tra queste una suggestiva è quella che dice che provengono dai legionari Romani che, durante le loro Campagne, hanno sposato donne locali e hanno deciso di stabilirsi sul posto facendo gli agricoltori, mentre il nome proverrebbe dal latino “villicus” (agricoltore). Oggi, in Grecia, la lingua Armana viene parlata da circa 20000 persone (su 40000, il resto parla greco).

Finita la lunghissima premessa, andiamo a conoscere il nostro vino. A guardare le uve con le quali è fatto si può parlare di un “francesismo”; l’uso dell’uva rossa Syrah e dell’uva bianca Traminer fa venire in mente l’abbinamento Syrah-Viognier fatto dalle parti del Rodano. In ogni caso il risultato è estremamente interessante; i vigneti sorgono ad un altezza che va oltre i 1100 metri, in un microclima continentale, dall’inverno piovoso e con molte nevicate e dall’estate fresca e con parecchi temporali, un microclima che favorisce la lenta maturazione delle uve e il mantenimento di una buona acidità.

Si presenta con un colore rosso rubino compatto e strani riflessi granata-bluastri. Bello ed espressivo il naso, elegantemente aromatico, con delicati sentori floreali (dove spicca la rosa) dati dal Traminer e fruttati di piccoli frutti rossi e neri, ma anche speziati (pepe su tutto), dati dalla Syrah. Palato vellutato per un vino dalla buona freschezza e struttura e dal gusto equilibrato e affascinante. Buona persistenza e tanta finezza da questo Greco “del Rodano”. Buono.

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