Scorci da VINIVERI 2015 – Cerea 21/03/15

il

Dodicesima edizione di “ViniVeri” con la presenza di oltre 120 vignaioli naturali dall’Italia, Europa e Georgia. Facciamo insieme “un giro” per alcuni stand.

Andando oltre il “gigantesco” Vino Santo, mi ha colpito “L’Aura” 2012, un blend di Nosiola e Chardonnay, dorato, vivo, intenso ma anche delicato. Ti mette in pace con il Creato.

I vini di Emil Tavcar sono “rocciosi”, come lui. Due ettari davanti a casa sua; Malvazija, Vitovska, Terrano. Si chiacchiera, si ride, e quando da sotto il banco cominciano a spuntare “i tesori”, la musica diventa celestiale. Un interessantissimo Teran fatto con il metodo tradizionale dell’appassimento delle uve (l’Amarone di Emil), ma soprattutto la Vitovska 2006, una meraviglia che sgorga dal terreno di Kras; gesso e agrumi canditi, fiori e burro. Secco e dalla bellissima freschezza, tannico, complesso e infinito!

Devo dire che dalla Vitovska di Paolo Vodopivec mi aspettavo di più, sia da quella classica che da quella in anfora. Forse l’annata 2011 non è stata felice per Paolo? Forse mi sono preso un “abbaglio”? In ogni caso, rispetto a vecchi assaggi che mi hanno decisamente conquistato, ho trovato vini che mi hanno regalato poche emozioni, meno complessi e con meno carattere. Forse dovrei riprovarli.

Da Vodopivec a Vodopivec, stavolta Franc, e la sua azienda Slavcek. Vini molto interessanti con un particolare riferimento al suo Sivi Pinot (Grigio) 2010, fresco e minerale, potente ed equilibrato, e il suo Merlot 2009, intenso e polposo, armonico e dal sorso lungo.

Non starò ad elencare pregi e/o difetti dei vini georgiani (che io adoro letteralmente), i bianchi macerati nelle anfore, così eterei, e i rossi, puri e ancestrali, ma voglio mettere in evidenza le condizioni in cui si sono trovati ad esporre i sei produttori, e cioè..senza vini. I vini sono fermi alla dogana da diversi giorni con la promessa ogni giorno di sbloccare la situazione. Ieri, secondo e penultimo giorno della rassegna, i Georgiani si sono trovati senza vino dopo aver finito quelle poche bottiglie che avevano con sé. Deprimente no? Si chiama burocrazia?

Quel Contestatore di Michele Loda a me è piaciuto tanto. Parlo, naturalmente, del suo Franciacorta Pas Dosè 2010, così energico e minerale, così ricco e territoriale! Non è da meno il suo Chardonnay 2012, un vino affinato solo in acciaio; bella struttura e intensa mineralità.

Chiudiamo alla grande con i vini di Bodega Marenas. Un simpaticissimo e disponibile José Miguel Márquez ci fa assaggiare i suoi vini, vini vivi, espressivi e diretti, dal Bajo Velo fatto con uve Pedro Ximenez con il Metodo Solera, al Syrah Harys o il Moscatel Pasificado al Sol. Ma è la “missione” dell’azienda quella che mi ha conquistato: “Vinos Naturales que recuperan la Memoria Perdida de los vinos de antes.” E così José Miguel recupera l’antica varietà a bacca bianca di Cordoba, Montepila (unico produttore a fare vino con questa varietà) e ci propone un vino spettacolare, il Montepilas 14. Ne parleremo dettagliatamente in separata sede di questa meraviglia.

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Haris ha detto:

    Dal nostro amico Greco non sei passato?

    1. Vite di Vino ha detto:

      Non c’era, io lo volevo conoscere. Spero di vederlo Venerdì.

  2. Haris ha detto:

    avevo visto un suo post che andava anche lui!! Spero anche io che viene Venerdì.

    1. Vite di Vino ha detto:

      Credo sia al Vinitaly.

    2. Vite di Vino ha detto:

      Intendo dire che non c’era lui personalmente ma il suo vino c’era.

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