Hatzidakis – Assyrtiko de Mylos Vieilles Vignes 2013

Assyrtiko (100%) – 15%

Alzo il calice, bevo, e provo esattamente questo:

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Vigne ultra-centenarie del vigneto Mylos; vendemmia a maturazione avanzata; macerazione sulle bucce per 12 ore; riposo sui lieviti indigeni in vasche d’acciaio per 10 mesi; non filtrato; nessuna aggiunta di solforosa. L’anima dell’Assyrtiko si trova in questa bottiglia e quando la liberi, come il genio della lampada, è pronta a soddisfare i tuoi desideri. Riflessi dorati attirano lo sguardo e aromi inebrianti l’olfatto. Agrumi maturi, pera, caprifoglio, miele, pierre à fusil, iodio. Un vortice di profumi si trasforma in emozioni in un volo immaginario sopra l’isola di Santorini. La sua freschezza, meravigliosa e tagliente, spazza via ogni dubbio, abbiamo a che fare con un campione. Estremamente secco e minerale, sfodera un equilibrio (fra marcata sapidità, esuberante freschezza, alcol ricco e tannino sottile) che sfiora l’armonia. Corpo pieno e lunghezza interminabile per un nettare che ci lascia in bocca l’agrodolce del bergamotto e la carezza delle onde del mare. Superbo!

Un vino così speciale merita di essere accompagnato da un piatto altrettanto speciale, e allora decido di far incontrare la Grecia Moderna con la Grecia Antica, Hatzidakis di Santorini con Timachida di Rodi. Ma chi era Timachida? Ce lo spiega il bellissimo sito La Cucina di Timachida:

“In Grecia, 2200 anni or sono, per essere riconosciuto come cuoco bisognava frequentare due anni di durissima Accademia gastronomica, e Timachida ( Τιμαχίδας) di Rodi,  l’Artusi della Grecia classica, scrisse ben undici volumi su “diverse sorte di banchetti” . I volumi furono tradotti in epoca medioevale da Arnaldo Zamperetti da Cornedo, principe feudale veneto nonchè medico, storico, mecenate ed appassionato viaggiatore  il quale,  trovandosi a Rodi in missione diplomatica come ambasciatore della Serenissima Repubblica di Venezia, scoprì in una ricca biblioteca gli interessanti scritti. Il Principe Zamperetti ,  venuto a contatto con la Scuola medica salernitana, con la quale studiò il contenuto degli scritti di Timachida, promosse la dottrina ippocratica che sosteneva esistere una stretta correlazione tra alimentazione e salute . Grazie quindi anche al Principe Zamperetti ed ai frequenti conviti e cenacoli culturali da lui tenuti al castello Zamperetti in Cornedo Vicentino, molte “sane” ricette dell’antica cultura greca entrarono nelle abitudini gastronomiche venete ed ancora oggi esistono immutate.

La Grecia culla della gastronomia mediterranea.

I  Romani, conquistando ed occupando la Grecia ne scoprirono gli eccezionali pregi gastronomici assorbendoli e trasferendoli in tutto il territorio dell’Impero . Così la cucina greca passò a Roma, poi all’Impero bizantino quindi in Italia ed in Europa . Si può quindi affermare che tutte le cucine europee, furono influenzate dalla cucina greca.”


Il dardo di Eros – Pesce spada con uva passa e pinoli

Nell’antica Grecia il pinolo era ritenuto assai prezioso perché per maturare gli occorrono tre anni, e trenta chili di pigne offrono solo un chilo di pinoli. Inoltre presso i greci il pinolo assunse una diffusa fama di straordinario potenziatore di fertilità e di energia sessuale. Durante le feste propiziatorie di fertilità, delle pigne ancora chiuse venivano gettate in fosse scavate nella terra perchè simboleggiavano con la loro forma l’attributo maschile ancora gravido del seme. Qusta fama passò poi ai romani , tanto che Ovidio nella “Ars amatoria” li elogiò come uno dei pochi cibi sicuramente capaci di favorire l’amore. Plinio scriveva: “i pinoli spengono la sete, calmano i bruciori dello stomaco e vincono la debolezza delle parti virili”.

Timachida ci suggerisce questa ricetta evidenziandone nel titolo anche le doti afrodisiache

Per 6 persone:

  • 6 trance di pesce spada (spessore 2cm),
  • 2 manciate di uvetta sultanina,
  • 2 manciate di pinoli,
  • 2 cipolle rosse,
  • 1 cucchiaio olio e.v.o.
  • sale e pepe bianco q.b.
  1.  Scaldare un pò di olio di oliva in padella,
  2. tagliare finemente la cipolla,
  3. mettere in padella la cipolla con l’uvetta e i pinoli,
  4. far colorire appena,
  5. mettere i tranci di pesce spada precedentemente pepati e salati leggermente,
  6. spruzzare con vino bianco Rodio
  7. cucinare per circa 45′ con coperchio.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Haris ha detto:

    la foto con orsetto è spettacolare!!!!!

  2. Stefano ha detto:

    Ahhhhh che meraviglia!!!
    ricordo ancora la visita in cantina del 2013 quando ho trascorso 4 gg a Santorini e dopo aver letto un numero di porthos che parlava delle cantine di Santorini…e ho propio acquistato una boccia di questo bianco …ndr vuol dire che qualcosa ne capisco rsrsrsrsrsr

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