Fabbrica di San Martino – Bianco 2015

Vermentino, Malvasia, Trebbiano – 13%

Stimola le funzioni gusto-olfattive e fa innescare un processo di dipendenza, in modo tale da far prendere in considerazione la possibilità di finire la bottiglia da soli. Rivitalizza i sensi assopiti, infonde ottimismo, vitalità ed energia positiva. Pesche sciroppate e albicocche, fiori di campo ed erbe, spezie e gesso. Sale piccante in bocca, freschezza minerale e grinta polposa. Ottimo adesso, migliorerà ancora nel tempo; bisognerebbe aspettarlo ma come si fa a resistergli?!

Podere Tomasino – Vermentino A.D. MMXV

Vermentino (100%) – 14,2%

Sono in balia di un vortice turbolento che ruota ora in un senso ora in un altro, esaltando gli aromi e la forza di un vitigno eccezionale e mandando in tilt gli emisferi boreale ed australe. Potenza, purezza, finezza, sinuosità; fiori di campo, frutta bianca e gialla matura, punte citrine, mineralità marcata e distillato pregiato. Si esalta al palato, sapido, fresco e consistente, un tornado elegante nei movimenti, dal corpo potente e perfettamente equilibrato e dalla lunga durata. Aerodinamico e fluidodinamico.

Franco – Strozzaprete 2015

Strozzaprete (100%) – 13%

Siamo a una decina di chilometri da Lucca, tra Garfagnana e Viareggio. Nella località Cùcchero, nonno Pietro cura una trentina di piante (una volta erano cinquanta) di Strozzaprete (vitigno a bacca bianca autoctono garfagnino), praticamente scomparso dai radar vitivinicoli; lo ha recuperato, tempo fa, nel campo dello zio Gigi, a San Martino in Freddana. Una volta, il vino prodotto, si usava come vino da taglio per correggere alcune caratteristiche di altri vini. L’intuizione del nonno è stata quella di usarlo in purezza. In vigna ha usato solo il rame, poi, più nessuna “diavoleria”. Nessuna aggiunta di solforosa, nessuna filtrazione (ma solo due travasi) e niente controllo di temperatura. Ne viene fuori un miracoloso medicinale di automedicazione per il corpo e per l’anima. Una settimana di macerazione sulle bucce gli dà il colore caldo del sole pomeridiano estivo. L’aria delle colline boschive ai piedi delle Alpi Apuane riempie i polmoni di salute; le erbe selvatiche dei poggi (nepitella, cavoletti selvatici, tarassaco, erbi) richiamano la vita di una volta, genuina, selvaggia, non costruita. I fiori di gelsomino, intensi ed elegantissimi, la buccia di limone e lo zafferano, le albicocche stramature e i fichi, il miele d’acacia e i chiodi di garofano, così come l’argilla rossa, figlia di questa terra, offrono un bouquet di rara bellezza olfattiva e ampio respiro. Grande freschezza e tanta sostanza, tannino amichevole, alcol gentile e sorso lungo e commovente. Della miracolosa soluzione di nonno Pietro sono state prodotte cinquanta bottiglie.

Podere Concori – Vigna Piezza 2013

Syrah (100%) – 13%

E’ il p(i)ezzo più pregiato del Podere. Vigna Piezza è esposta a sud e in grande pendenza, il resto lo fa il sole, la terra e il vento sotto la supervisione di Gabriele Da Prato. E’ preziosa questa Syrah, austera e insieme elegante; molto espressiva, con sentori di piccoli frutti rossi e legno di rosa, pepe e cannella, macchia mediterranea e sandalo. Succosa, avvolgente e “calorosa”, dall’acidità e dalla sapidità “sottolineate” e affiancate da un tannino fine e stimolante e da una lunga persistenza, ha tutte le carte in regola per definirla “un grande vino”. Poliedrica.

Fabbrica di San Martino – Rosso 2012

Sangiovese in prevalenza, Ciliegiolo, Canaiolo, Colorino – 13%

Lucca e la biodinamica; un legame solidissimo, da Saverio Petrilli (Tenuta di Valgiano) a Giuseppe Ferrua (Fabbrica di San Martino), da Gabriele Da Prato (Podere Concori) a Cipriano Barsanti (Macea) e a tanti altri interpreti liberi dalla schiavitù dell’ agroindustria. Un’isola felice che oggi, qui, viene rappresentata dal rosso della Fabbrica di San Martino. E’ proprio vero che il vino è lo specchio di chi lo fa; nel calice ritroviamo proprio Beppe Ferrua, pacato ma deciso, gentile e dai modi eleganti; sentori fini e polpa gustosa fra amarene e lamponi, alloro e resine nobili, sottile acidità e tannini vellutati. Corpo medio, mineralità fine e finale lungo e godereccio. Steiner e Podolinsky sorridono soddisfatti.