Terrano (100%) – 12%
Quando il grigiore della quotidianità arriva, io me ne vado da Faccioli, la mia piccola evasione dai “domiciliari cittadini” finisce dentro questa enoteca (per me) speciale. Due chiacchiere con Elisa e Stefano davanti a un buon bicchiere di vino e le batterie sono di nuovo cariche. L’ultima evasione mi ha portato nel Carso, meta molto gradita da me ma quasi sempre per degustare un bianco (il Carso sforna bianchi meravigliosi, e non solo bianchi). Stavolta invece, di fronte a me si trova un bicchiere di vino rosso, fatto con il vitigno autoctono Terrano. Si tratta di un vitigno della famiglia dei refoschi, molto ben conosciuto anche nelle nostre zone emiliano-romagnole con il nome di Cagnina. Nel bicchiere, il vino si mostra limpido, con un colore rosso rubino e l’unghia violacea e al naso il primo sentore è quello dei chiodi di garofano. In seconda battuta (immediata) troviamo la frutta, mirtilli e more ma anche una nota di liquirizia. Più nascosta, ma presente, la mineralità e ancora più nascosto il legno. Al palato, si mette subito in evidenza un’importante acidità bilanciata bene dall’alcol, dai tannini morbidi e da una buona sapidità. Il gusto fruttato, dai profumi di frutti di bosco, che abbiamo trovato al naso, si arricchisce con una nota agrumata, di arancia rossa, che ci accompagna in un lungo e piacevole finale.
