Màvri Korinthiakì (Nero di Corinto)

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L’oro nero della Grecia. Il valore storico di questo vitigno è tanto grande quanto il suo successo commerciale, dal momento che è la varietà principale per produrre l’uvetta, menzionata fin dall’antichità nei testi sia di Ippocrate sia di Aristotele. Ermippo, un comico del periodo Classico, ci informa che le migliori uvette provengono da Rodi. Ma l’uvetta veniva coltivata anche nel Peloponneso, e quella Nera di Corinto divenne così famosa che venne quasi identificata in modo assoluto con l’uvetta. La parola “currant” che viene usata in Inghilterra per identificare l’uva passa, ha la sua radice in “Corinto”, in Francia si chiama “raisins de Corinthe” (raisins de Corauntz fino al 14° secolo). Col tempo la parola “raisins” è stata omessa e nei testi contemporanei troviamo la parola in tantissime varianti, corentes, corauntz, currents, currence, corans ecc. Coltivata in tutto il Nord-Ovest del Peloponneso, su terreni leggeri, è il prodotto finale derivato dall’essiccazione delle uve nere al sole. È un’ottima fonte di potassio, che si è rivelato come uno degli elementi che riduce la ritenzione di liquidi. Nell’uvetta abbondano le fibre, che agiscono contro la stitichezza. Il nero di Corinto contiene fruttosio e glucosio in forma disidratata e in buona concentrazione, dando energia immediata e tonicità. E’ ricco di ferro, carboidrati semplici, calorie e vitamina C (i 100gr contengono 300mg C).

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