G. Bini – Serragghia Bianco 2011

il

Zibibbo (Moscato d’Alessandria) (100%) – 13%

“A Pantelleria , pochi anni fa c’era una contrada selvaggia e battuta dal vento e dal sole, come solo quest’isola sa fare.
Questa è la terra che noi gourmet visionari, Geneviève, Gabrio e Giotto Bini abbiamo scelto – o forse è stata Serragghia a
decidere – per un viaggio pieno di tranelli e tesori. Pantelleria è un ’isola da cui tutto viene strappato a fatica, e forse
per questo è una sfida che vale. Serragghia ha dato il nome a prodotti della tradizione, ma trasfigurati dal nostro
amore per la grande cucina e per un ’agricoltura senza forzature.”   (Da http://www.serragghia.it.)


Guardo le viti, bassissime, quasi all’altezza del suolo e mi vengono in mente quelle di Santorini; qui, come nell’isola greca, i venti sono forti e soffiano tutto l’anno ma in questo modo le piante sono molto meno esposte ai loro capricci. Poi, guardo la bottiglia, morethanorganic c’è scritto sull’etichetta, che rende subito chiaro che questo vino è figlio della sua terra, è lei che decide cosa offrirci, in questo caso l’uomo non interpreta, esegue. Le viti sono piantate su un terreno vulcanico, lavorato con i cavalli; non si fa uso di lieviti selezionati e di prodotti chimici, non viene aggiunta solforosa e la fermentazione (sulle bucce) e maturazione del vino viene effettuata in anfore interrate. Nessuna chiarifica o filtrazione viene fatta e questo è evidente osservando il vino nel nostro calice, molto torbido e di color miele chiaro, sembra una Weissbier. Trattandosi di un vitigno aromatico è facile ipotizzare che si tratti di un vino molto profumato; in effetti è proprio così, il naso è veramente “esplosivo”. Agrumi, albicocca, miele, macchia mediterranea, zenzero e fiori di limone fanno pregustare il sorso di un prezioso passito..invece la vinificazione è secca e in bocca si presenta con un’acidità potente e spiazzante. Pulito e con una punta tannica, il Serragghia è un vino di cui al secondo-terzo sorso ci si innamora follemente. Originale e intenso, salmastro e fruttato, è un inno all’isola di Pantelleria, complesso e nello stesso momento essenziale..e lunghissimo, quasi interminabile.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. bettatintillini ha detto:

    lo zibibbo… che nettare delizioso!!!!

  2. Antonello Egizi ha detto:

    Io ho la dipendenza non faccio testo !!!!

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