Nosiola e Vino Santo del Trentino con i produttori in sala – ONAV Bologna – Mercoledì 21 Gennaio 2015

And the winner is…Francesco Poli! Territorialità, profondità, bontà..ma partiamo dall’inizio.

Serata dedicata alla Nosiola (unico vitigno autoctono trentino a bacca bianca), “la principessa del Trentino” come la chiama Erika Pedrini e, purtroppo, a rischio di estinzione perché nel corso degli anni abbandonata dalla grande maggioranza dei viticoltori trentini. Vitigno resistente, che cresce bene su terreni poveri, e in grado di regalarci nella sua versione secca vini profumati, di grande piacevolezza e dal caratteristico retrogusto amarognolo, mentre tramite l’appassimento delle uve ci offre un grandissimo passito, il Vino Santo del Trentino.

Quattro viticoltori in sala, dodici vini, una piccola verticale presentata da Mario Pojer, 2013-2003-1993. Andiamo a conoscere i vini nel dettaglio:

Pisoni Codecce 2013 (Sauvignon bianco 70%, Chardonnay
10% Nosiola 10% Goldtraminer 10%): La presenza del Sauvignon si fa sentire in questo blend dal colore giallo brillante. Sentori erbacei e freschi, fruttati di mela, ma anche un’aromaticità data dal traminer che ricorda la frutta esotica. Al palato si presenta salino, fresco e abbastanza persistente.

Pisoni Nosiola 2013: Colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli. Naso burroso e fruttato. Nocciola ma anche mandorla, florealità sottile e un sentore di pierre à fusil. Giustamente fresco e sapido in bocca, di corpo medio (forse un po’ debole) e dal retrogusto appena amarognolo.

Poli Sottovì 2013: Nel calice si presenta con un colore paglierino leggermente scarico con riflessi verdolini e naso intrigante con sentori di idrocarburi e frutta (agrumi). Potente ma equilibrato in bocca, fresco e sapido, minerale e fruttato, è un vino fine e dalla beva facile.

Poli Maiano 2012: Giallo carico tendente ad un dorato brillante, il Maiano è una Nosiola dagli aromi complessi e articolati, con una mineralità marcata, con sentori di burro e nocciola, mela e camomilla, albicocca e -dopo un po’ nel bicchiere- anice stellato. Mostra un’ottima struttura, fresco e sapido al palato, morbido e profondo, persistente e raffinato. Vino di carattere.

Pravis “Le Fratte” 2013: Si presenta con un colore giallo paglierino classico e naso fruttato (mele) e floreale (rosa). Non manca una nota verde e il classico sentore di nocciola. Di facile beva.

Pravis “L’Ora” 2011: Giallo scintillante. Una intensa florealità (eccessiva?) di fiori bianchi “inonda” l’olfatto, seguita da una leggera affumicatura, dal sentore di nocciole e una mineralità sottile che contraddistingue naso e palato. Avvolgente il sorso, media freschezza e lunga persistenza.

Pojer & Sandri Nosiola 2013-2003-1993: Verticale della Nosiola di Pojer & Sandri. Il simpaticissimo Mario Pojer esordisce con un vino (2013) dal colore giallo paglierino con riflessi verdi e naso di media intensità, con sentori di mela verde e nocciole. In bocca si mostra giustamente fresco e sapido, con un retrogusto lievemente amarognolo. Con il 2003, e 10 anni in più sulle spalle, si cambia passo. Giallo vivace, etereo (sembra di entrare in una farmacia d’altri tempi), sorprendentemente fresco e piacevolmente amarognolo, sembra un Reasling tedesco. Con il 1993 si torna indietro addirittura di 20 anni, per scoprire che la Nosiola può invecchiare bene (anche se siamo -forse- un po’ al limite con l’acidità). Pietra focaia, idrocarburi, mela, nocciola. per me il meglio lo dà l’annata 2003.

Pravis Arèle Vino Santo 2005: Colore arancione-ramato. Al naso, miele, uva passa, vernice. Fine e persistente, delicato e deciso nello stesso tempo, dolce ma non dolciastro. Un bel bere.

Poli Vino Santo 2002: Spettacolo! Oro Antico nel calice. Confettura di arance e albicocche, caramello, spezie dolci, resine nobili e idrocarburi. Etereo ed equilibratissimo sembra un Reasling Auslese. Sorso sontuoso, denso e fresco, lunghissimo e di grande finezza. E pensare che l’annata 2002 è stata difficile per la vendemmia, piovosa e fredda. Il complimento migliore a questo vino e a Francesco Poli lo ha fatto Erika Pedrini quando ha detto “i buoi buoni si vedono in salita, non in pianura”.

Pisoni Vino Santo 2001:Ambrato nel calice con sentori di frutta matura esotica e con l’alcol ben presente. Di buona struttura, con l’alcol in evidenza, rotondo e intenso. Di buona lunghezza finale.

 

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. VinVivendo ha detto:

    Grande Poli e beati voi che avete degustato, esplorato, i suoi prodotti

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