Visita alla Cantina San Biagio Vecchio

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Andrea Balducci e Lucia Ziniti sono giovani e pieni di energia e sogni. Il sogno di Andrea comincia nel 2004 quando subentra al parroco-vignaiolo Don Antonio Baldassari e comincia a condurre la Cantina. Nel 2008 arriva Lucia e il sogno diventa realtà, una bella realtà destinata a crescere.

Albana, Malvasia di Candia Aromatica, Trebbiano della Fiamma, Sangiovese e Centesimino i vitigni che vengono coltivati. Il Centesimino, vitigno autoctono romagnolo in via di estinzione nei primi anni ’40, viene salvato dal Faentino Pietro Pianori, che scopre una pianta nel giardino della propria casa le cui marze innesta nel suo podere Terbato (gestito ora proprio da Andrea e Lucia). Oltre alla produzione di vino, qui (nel podere Terbato, a 500 metri da san Biagio Vecchio) si produce anche farina da una vecchia varietà di frumento tenero a contenuto di glutine molto basso, il grano Gentil Rosso.

Abbiamo provato alcuni dei vini della Cantina; il Barbatello Bianco, un blend di Malvasia di Candia Aromatica e Trebbiano della Fiamma, semplice e diretto, delicatamente profumato di frutta e fiori, giustamente fresco e sapido e di grande piacevolezza. L’Albana secca SabbiaGialla (provata in anteprima l’annata 2014 in uscita a settembre) è un vino molto dinamico, improntato sulle durezze e ancora in via di affinamento, con freschezza e salinità marcate, che lasciano però intravedere la nascita di un campione. Figlio di tre raccolte in vigna (a seconda della maturazione dei grappoli di Albana), esprime aromi di frutta a polpa gialla e di fiori bianchi e gialli. Oriolo, è un Sangiovese macerato sulle bucce in vasche d’acciaio e affinato in bottiglia, un vino fresco e dritto, di grande bevibilità. Un’altra anteprima (il vino debutterà a settembre) è l’etichetta Settecento, un Sangiovese materico e strutturato, dal tannino vivo e dall’ottima freschezza. Promette benissimo. Prende il suo nome da una denuncia fatta dal parroco che gestiva la chiesa nei primi del ‘700 dopo un furto subìto. Fra le cose elencate compariva anche un fiasco di Sangiovese e questa è la testimonianza che già allora il vitigno era presente su queste colline. Il Montetarbato, fatto con uve Centesimino, è un rosso intensamente profumato (meno questo 2011 rispetto alle annate precedenti) che regala aromi di frutti rossi, rosa, spezie piccanti e dolci e sentori balsamici. Molto fresco e dai tannini morbidi, mostra una grande persistenza gusto-olfattiva. Il Centesimino è un vino fatto con l’omonimo vitigno da uve stramature. Denso nel calice, con “ubriacanti” aromi di rosa, resine nobili, spezie orientali e frutta rossa e nera. Dolce al palato ma senza perdere la bella freschezza che caratterizza tutti i vini di San Biagio Vecchio, regala momenti di pura goduria.

Nella Cantina San Biagio Vecchio non si fanno trattamenti chimici né diserbi e la conversione nel biologico è stata completata. Dalla vendemmia 2015 i prodotti avranno la certificazione biologica ICEA.

 

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