Viniveri 2016 – Cerea

Tra le tante conferme di una bella e seria manifestazione come quella di Cerea, focalizziamo la nostra attenzione su alcuni produttori, a mio avviso, molto interessanti.

Esencia Rural. L’essenza rurale che resiste al tempo che passa, preziosa e sempre più rara da ritrovare. Airén e Tempranillo in varie declinazioni e la chicca Tinto Velasco. Vini autentici, e tutti, ma veramente tutti, eccezionali.

Nel nutrito gruppo dei Vignaioli Georgiani, tra gli altri, troviamo i vini di John Wurdeman (Pheasant’s Tears); Mtsvane, Rkatsiteli, Tsolikouri, Khikhvi, Tavkveri, Saperavi. I vini di John Okro, quelli di Artanuli, rappresentati da Keti Berishvili, e i vini di Doremi della regione di Samergelo; Ojarerhi, Aladatsuri, Kisi, Chinuri, Rkatsiteli, Saperavi e Tavkveri. Tutti particolari e interessantissimi.

Ma è quando arrivo al banco di Giorgi Natenadze che “mi si apre un mondo”. Parliamo della regione montagnosa di Meskheti (attuale Samtskhe-Javakheti) nel sud-ovest del Paese,  un territorio storicamente appartenente al gruppo etnico degli Armeni.  Vitigni antichissimi dai nomi di Tskhenisdzudzu, Kharistavala o Meskhuri Shavi, che dopo l’invasione turca nel 16° secolo e la quasi totale distruzione del vigneto locale, hanno rischiato di sparire, ma che -fortunatamente- sono soppravissuti e hanno portato fino ai nostri giorni viti che hanno 400 anni di vita sulle spalle. Una regione vitivinicola potenzialmente importantissima quella di Samtskhe-Javakheti, con ideali condizioni climatiche per la viticoltura. L’antico avanza nella veste del nuovo; la storia vinicola meskhetiana prende le sembianze di Giorgi Natenadze e racconta in modo schietto, amichevole, diretto, delizioso, il suo territorio. Vini fantastici, emozionanti!

Dal sud della Slovenia arriva l’Anarchia Organica di Aci Urbajs. Varie annate di un blend di Chardonnay, Riesling e Kerner e un Sivi Pinot. Gran carattere e bontà in veste biodinamica. Organic Anarchy for ever.

Finiamo con tre realtà molto interessanti. Christine et Gérard Eyraud di Domaine de Rapatel, propongono i loro piacevolissimi vini a base dei vitigni bourboulenc, Chasan, Roussanne per i bianchi e Grenache, Carignan, Cinsault, Mourvedre, Syrah, Cabernet Sauvignon per i rossi.

Intriganti i vini del Castello di Lispida con in testa un Amphora Bianco minerale e profondo e l’interessantissimo rosso Montelispida.

Dalla Sardegna con furore sbarca Panevino. Gianfranco Manca porta ad assaggiare quel che sarà. Un 2015 che promette benissimo; vini essenziali, tanto da diventare indispensabili. Imperdibili!

 

 

 

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