

Alcol: 13%

La diva nera arriva senza fretta, vestita di ombre rubino e riflessi profondi, come una creatura che conosce il potere del silenzio prima ancora della seduzione. Scivola nel calice con movenze morbide e sicure, lasciando dietro di sé profumi di mora selvatica, ciliegie, amarene, alloro, pepe, erbe aromatiche e un tocco di cacao. Sotto l’eleganza, però, pulsa qualcosa di più profondo, un’anima selvatica, viva, difficile da addomesticare. In bocca danza lenta, sinuosa, quasi carezzevole, poi cambia ritmo. Mostra i muscoli, tende i tannini, lascia emergere una freschezza improvvisa che attraversa il palato come un brivido lucido e persistente. È velluto attraversato dall’acciaio, desiderio e disciplina, istinto e controllo. Sa di essere affascinante, ma non concede tutto subito; si avvicina, si allontana, e quando -infine- si lascia conquistare, rimane addosso a lungo, nei profumi, nella memoria, nel respiro.
