Elisabetta Dalzocchio

14 Giugno 2013

Ho avuto la fortuna di conoscere Elisabetta in un giorno di giugno di quest’anno, quando un gruppo di acquisto di Bologna di cui faccio parte, tramite Vinix, ha acquistato il suo favoloso pinot nero.

Elisabetta ha deciso di portarci lei stessa il vino, per poterci conoscere e per parlarci del suo lavoro.

E’ una persona solare, gentile ed è stata disponibile a rispondere alle nostre domande.

Ha fatto una scelta difficile scegliendo di produrre solo pinot nero e vinificarlo il più naturalmente possibile, usando i lieviti indigeni, lavorando la terra manualmente, applicando il sovescio e usando pratiche biodinamiche come la preparazione di decotti per piante e terreno. La sua deliziosa creatura per essere tale non può provenire da rese alte, infatti le rese sono bassissime.

Ci ha parlato poi dei tanti problemi burocratici che deve affrontare un piccolo vignaiolo ( possiede due ettari di vigna e due di bosco) ma anche delle difficoltà che trova “sul campo”, cioè con gli animali, che servono assolutamente per mantenere l’ equilibrio ambientale ma che danneggiano i vigneti mangiando l’uva.

Tra chiacchiere e degustazioni del suo piccolo capolavoro ci siamo ripromessi di vederci ancora, magari nel “suo regno” a Rovereto.

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