Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti F .I.V.I. – Piacenza Expo – 30 Novembre / 1 Dicembre 2013

Dalla guida:

“Coltiviamo la nostra terra, imbottigliamo il nostro vino e lo vendiamo testimoniando al mondo l’unicità del nostro territorio, che viviamo quotidianamente e di cui siamo consapevoli custodi. Ed è proprio questa consapevolezza, di quello che siamo e di cosa rappresentiamo, che rende oggi la FIVI una realtà solida e ricca di contenuti.

Ci unisce un’identità forte. Al di là del metodo produttivo, biodinamico, biologico o convenzionale, ci unisce l’essere vignaioli, legati in modo indissolubile al nostro territorio, desiderosi di portare avanti le tradizioni e la cultura della nostra terra. Oggi, al nostro mercato, non vendiamo solo vino, ma vendiamo noi stessi. le gioie, le fatiche, i sacrifici, l’impegno e l’amore, che stanno dietro a ogni bottiglia”.

Ho avuto già la fortuna di assaggiare il Don Chisciotte 2010 un po’ di tempo fa e ieri ho potuto provare anche il 2009 e 2011 facendo così una piccola verticale. Dietro il banco Pierluigi Zampaglione, insieme alla Signora Nerina e la loro figlia, persone garbate ed eleganti.  Eleganza che troviamo anche nel loro vino, il Don Chisciotte, un Fiano in purezza. Mentre nel 2010 avevamo trovato una leggera macerazione sulle bucce, nel 2011 la macerazione è estrema e si nota subito dal colore, più carico rispetto al 2010, un dorato scuro. Al naso pesca e fiori gialli. Al palato troviamo una buona acidità, note minerali e fruttate. Essendo ancora giovanissimo si nota una certa “spigolosità”, bisogna aspettarlo, ma, secondo me, abbiamo trovato un “campioncino”. Il 2009 è il più evoluto e il più equilibrato dei tre. Eleganti profumi di frutta gialla e note balsamiche al naso e grande equilibrio gustativo. Freschezza, sapidità, mineralità, sorso dolce e di buona lunghezza finale. Complimenti.

Ci spostiamo in Toscana, nella Lucchesia, e andiamo a provare due dei vini del Podere Còncori, il Melograno 2011 e il Vigna Piezza 2011. Il Melograno è un Syrah con piccole percentuali di altri vitigni, come il Colorino. Nel bicchiere troviamo un vino dal colore rosso rubino luminoso e naso vivace di frutti rossi e leggere note speziate. Buona freschezza ma deve ancora trovare il suo equilibrio. Il Vigna Piezza prende il suo nome dalla vigna più importante del Podere. Vino nuovo di zecca, appena uscito, un Syrah in purezza. Un sorso fresco che scende giù veloce, profumato, elegante e saporito. Accanto al banco di Gabriele Da Prato doveva esserci l’amico Beppe Ferrua e i vini della Fabbrica San Martino. I vini c’erano, Beppe invece, era a letto con la febbre. Peccato.  Prossima tappa Sardegna, Tenute Dettori. Dopo aver recensito il Renosu Bianco e il Renosu Rosso, ieri ho provato il Dettori Bianco, un Vermentino potente e ricco. Profumi di macchia Mediterranea, frutta matura, arancia candita appena accennata. Consistenza notevole, leggera tannicità, buona lunghezza e retrogusto di fico. Gran carattere. Trentino a pochi passi dalla Sardegna. Ci avviciniamo al banco di Elisabetta Dalzocchio. Ci eravamo ripromessi di vederci ancora dopo il primo incontro, ed eccoci qui, davanti al suo Pinot Nero. Due le annate, 2009 e 2010. Per la verità la 2010 non è uscita ancora, è una anticipazione, la 2009 la conosco bene e non la commento adesso, presto farò la recensione di quella bottiglia, posso solo anticipare che si tratta di un piccolo capolavoro, e non sto esagerando. Per quanto riguarda la 2010 è ancora troppo presto dare un giudizio, nel bicchiere ho trovato un vino “acerbo”, con le durezze che ancora si devono “smussare” ed equilibri ancora precari. Torneremo sull’argomento più avanti.

Di Messnerhof avevo provato il suo Lagrein Riserva 2009, invece stavolta è toccato al Belleus 2011, un rosso dove il Cabernet Sauvignon è in maggioranza ma viene accompagnato anche da Merlot, Syrah, Tempanillo e Petit Verdot. Il risultato è un vino dal colore rosso intenso, dai profumi di frutti neri e spezie e dal sapore fruttato, abbastanza morbido e abbastanza persistente. Buono ma non mi ha trasmesso particolari emozioni. Emozioni che, invece, mi ha trasmesso il Boca di Christoph Künzliin una verticale di poco tempo fa. Oltre al Boca, ho provato la Maggiorina 2012, che prende il suo nome dal tipo di allevamento tradizionale Piemontese di una vecchia vigna, “a maggiorina”. L’uvaggio è un mix di Nebbiolo, Croatina e Vespolina. Rosso rubino con l’unghia violacea, è un vino fresco, vinoso, fruttato e balsamico. Piacevole. Il Mimmo 2010 è un’altro rosso de Le Piane. Si tratta di Nebbiolo in maggioranza e Croatina. Mimmo è un Boca mancato, nel senso che le uve che erano destinate a diventare Boca ma non sono risultate “all’altezza”, sono diventate Mimmo. Il risultato è un vino di buona struttura, balsamico e dai profumi di frutta rossa e fiori. Rimanendo nel Nord, andiamo a fare visita a La Source e provare il suo Petite Arvine. Si tratta di un vino dal colore giallo paglierino abbastanza carico e dai riflessi verdolini. Al naso sentori delicati ed eleganti di fiori bianchi, gelsomino in particolare e note minerali. Al palato è sapido e fresco, fruttato, non particolarmente lungo, dal retrogusto di mela.

Passiamo al banco di Camillo Favaro, autore di Passione Borgogna, il libro più completo sulla Borgogna che circola in Italia. Oltre alla passione per quella zona della Francia, Camillo produce vini, insieme al padre Benito. Provato l’Erbaluce “Le Chiusure” 2012, vino molto interessante. Al naso si presenta complesso, con sentori fruttati di pesca e mela. Non manca una nota agrumata, i fiori profumati e una “idea” ammandorlata finale. In bocca entra fresco e fruttato, equilibrato e persistente. Provata anche la versione Erbaluce 13 Mesi. Il “13 mesi” sta ad indicare il tempo di affinamento sui lieviti. Qui abbiamo un vino di grande bevibilità ed eleganza, balsamico, morbido e rotondo, di ottima persistenza. Buon lavoro da parte di Camillo.

Finiamo il nostro giro all’Expo di Piacenza visitando il banco di Ivo Varbanov, pianista e vignaiolo Bulgaro. Qui abbiamo provato il suo Mavrud-Syrah 2010, vino fatto con Syrah e Mavrud, varietà locale di origini Greche (Mavro=nero). Rosso rubino molto scuro il suo colore e naso balsamico e speziato, fiori e frutta nera. Tannini morbidi, pecca, forse, leggermente in consistenza e corpo. Di media persistenza. Chiudiamo con il Marselan 2010. Marselan è un’uva poco conosciuta e coltivata in Italia. E’ un incrocio fra Cabernet Sauvignon e Grenache e nel nostro caso ha dato un vino interessante. Colore rosso scuro e unghia viola per questo vino. Naso intenso di spezie (chiodi di garofano e vaniglia). Note balsamiche e di cioccolato rendono originale il sorso. Buona struttura e tannini abbastanza morbidi, buon equilibrio fra freschezza e alcol e buona persistenza. Va lasciato riposare e sono sicuro che può migliorare ulteriormente. Buono.

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