Sigalas – Mavrotragano 2011

Mavrotragano (100%) – 14,5%

Leggiamo nel retro-etichetta: “Vino rosso secco della varietà autoctona dei vigneti di Santorini, il Mavrotragano (nero croccante). La Tenuta Sigalas dal 2002 , ha creato un vigneto di 8 ettari, di questa rara e nobile varietà. Il vino Sigalas Mavrotragano, è maturato per 18 mesi in botti di quercia nuove e può invecchiare a lungo. E’ un presidio Slow Food”. Perché presidio Slow Food? Perché è una varietà a rischio di estinzione, anche se negli ultimi tempi realtà importanti, come il Domaine Sigalas, la stanno recuperando. Ha una resa bassissima, tanto bassa che un vigneto può dare anche solo 10 chili di uva. Per sapere di più sul vitigno Mavrotragano clicca qui. Osservando il vino nel bicchiere dopo la rotazione, possiamo vedere archetti fitti, con lacrime che scendono lente, ad indicarci l’alto contenuto alcolico. Il colore è un rosso rubino, vivace e limpido, che ricorda il colore del melograno, frutto che oltre al colore presta anche i suoi profumi al vino. Il bouquet olfattivo si arricchisce ulteriormente dall’aroma di rosa, da sentori di frutti rossi e note speziate di pepe e liquirizia, così come dalla discreta presenza di legno di quercia. Al palato è di una eleganza straordinaria. La sua freschezza e sapidità sono perfette, l’alcol integrato benissimo e i nobili tannini cesellati uno ad uno nella struttura del vino. Il finale è molto lungo con un retrogusto di melograno e pepe nero. Ammetto che mi ha entusiasmato e scatenato la fantasia. Mi piace immaginare Platone e Socrate che disquisiscono di filosofia davanti ad un Kylix di Mavrotragano, durante un Simposio. Avrò bevuto troppo?

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. az ha detto:

    Che bello! Santorini on my mind… (ci ho passato due vacanze indimenticabili un po’ di anni fa, diciamo un po’ di anni fa:) motivo in più per ritornarci, magari). Un vino rosso a Santorini! Mi stimola a chiederti: già così ben maturato? E l’influenza del legno quanto incide al momento su la tipicità del vino/vitigno? E perdonami se ti scoccio, a quale vitigno “nostrano” si avvicina o ti ricorda?

    Ciao, Alessandro

    1. Vite di Vino ha detto:

      Ciao Ale,
      anch’io ho esclamato “un vino rosso a Santorini!”. Sulla maturazione, questo è un vino che può aspettarti 5-6 anni e durante la degustazione pensavo “se adesso è così, cosa potrà offrire fra 2-3 anni?!”. Per me ben maturato ma fra 2 anni sarà più che eccellente. Per quanto riguarda il legno, la sua presenza è molto discreta, nel senso che si sente poco, niente di marcato, anzi, parlare però di tipicità (territorialità) in questo caso è, forse, azzardato. Io non ho sentito note minerali tipiche del territorio vulcanico dell’isola (altri dicono di si). La tua ultima domanda è stato il mio dubbio finale della recensione, “lo scrivo o non lo scrivo? Se lo scrivo qualcuno mi mangerà la faccia, ci riderà dietro”. A te però lo dico, si, mi ricorda decisamente i pinot neri altoatesini.

  2. az ha detto:

    E perchè mai anzi mi fai incuriosire ancora di più!

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