Stefano Amerighi all’Enoteca Storica Faccioli – Piccola verticale di Syrah – 21/11/2013

Bella serata all’enoteca Faccioli, a Bologna, in compagnia di Stefano Amerighi e della sua Syrah. Ci ha fatto provare le annate 2008, 2009 e 2010, abbastanza diverse fra loro e l'”Apice” 2010, la sua Syrah Riserva, che produce nelle annate più significative. Stefano è alla costante ricerca della “sua strada”, strada che sale, scende, curva, diventa stretta e poi più larga, strada tutta da scoprire e capire dove porta. Questa ricerca continua si specchia nei suoi vini, diversi fra loro ogni anno. Ma veniamo alla nostra degustazione verticale. Siamo partiti con il 2008, pratica abbastanza inusuale partire con l’annata più vecchia ma Stefano preferisce partire dal vino più evoluto. Parliamo di un rosso rubino con l’unghia color porpora e naso molto intenso di more e (un po’ meno intenso) di viole. Al palato troviamo una buona sapidità e freschezza, un tannino ben integrato e alcol “pizzicante”. Il finale è speziato e un pochino corto. Il 2009 cambia stile. Il naso è intenso e complesso, con sentori di frutta rossa, vaniglia, legno, inchiostro e chiodi di garofano. in bocca si avverte una certa mineralità, frutta e spezie dolci, buon equilibrio e “succosità”, con un finale lungo e piacevole. Il 2010 è un cavallo di razza! Colore rosso  rubino impenetrabile, inizialmente chiuso, datogli un po’ di tempo, “esplode” ed esprime tutto il suo carattere. Sanguigno, “sessuale”, con intensi sentori di ciliegia nera, mora, pepe e spezie orientali. Al palato è esuberante, con tannini ben presenti ma fini, di ottima struttura, è un vino quasi masticabile, avvolgente e passionale, con il tannino, l’acidità e l’alcol in ottimo equilibrio, potente ma non rude, anzi, elegante, per me è stato il vincitore della serata. L’Apice Syrah 2010 è stato la ciliegina sulla torta. E’ prodotto da uve maturate “all’apice” del vigneto de’ Canonici, nelle annate migliori. Non ha fatto legno ma solo cemento ed è ancora presto per poter dare un giudizio attendibile ma promette veramente bene. Naso elegante, fruttato e con sentori di sottobosco. In bocca entra un vino che deve ancora trovare il suo equilibrio ma che si trova sulla strada giusta, è solo questione di tempo. Buon carattere ed espressività. Buona lunghezza e diciamolo, qui abbiamo un futuro campione.

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