Visita alla Fattoria di Bacchereto-Terre a Mano – 2 Maggio 2015

Quando arriviamo alla frazione Bacchereto del comune di Carmignano, in provincia di Prato, la strada comincia a salire e un cartello ci informa che siamo a poche centinaia di metri dalla Fattoria di Bacchereto. Al nostro arrivo, Rossella Bencini ci accoglie con un largo sorriso e ci accompagna nella splendida casa che fa parte dell’agriturismo.

La Tenuta, oltre a 7 ettari vitati di Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Canaiolo, Malvasia e Trebbiano, comprende più di 150 ettari fra boschi, oliveti e frutteti. La sua storia comincia nel XV secolo quando la famiglia de’ Medici la usa come punto di partenza per le sue battute di caccia. Dal 1920 diventa proprietà della famiglia Bencini.

Dopo esserci sistemati in casa, raggiungiamo Rossella in cantina. Prima fermata la stanza dove riposa il Vinsanto. Qui il tempo scorre lento; l’uva viene fatta appassire appesa o stesa su graticci per 4 mesi. Fermenta lentamente con lieviti naturali in caratelli di castagno e si affina per 9 anni negli stessi.

Si passa da un corridoio di vasche di cemento per arrivare nella bottaia, dove riposano il Carmignano (Sangiovese 75%, Canaiolo 10%, Cabernet Sauvignon 15%) e il Sassocarlo (Trebbiano 80%, Malvasia 20%). 

Rossella è “affiancata” da due validissimi collaboratori, l’enologo Marco Vannucci e Alberto, l’onnipresente tuttofare. Intorno al 2000 decide che la strada giusta da seguire è quella del rispetto della natura. Smette di fare uso di diserbanti, concimi chimici e pesticidi e la natura la premia; i lombrichi e le coccinelle tornano a popolare questa terra e insieme a loro torna la vita. Lo si capisce provando i suoi vini, pieni di energia, come il Sassocarlo, un bianco largo e lungo, intenso, maturo, potente e di gran carratere; come il Carmignano, un rosso complesso e strutturato e allo stesso tempo dalla beva facile; o come il suo capolavoro, il vino che ridisegna ed eleva quello che è il Vin Santo, un tripudio di aromi e armonia.

Dopo un lungo giro a piedi nei dintorni, la stanchezza comincia a farsi sentire, la notte sta per calare e il fresco, dopo una giornata grigia e umida, si fa sentire. Allora si accende il camino, si apparecchia “alla buona”, accompagnando il Sassocarlo con focaccia, pecorino di Pienza e prosciutto cotto alla brace; mai cena fu più buona.

La notte è silenziosa, nell’aria solo il gracchiare dei ranocchi che, in gran stile, si tuffano nella fontana. Ripasso mentalmente e con grande soddisfazione la giornata trascorsa, scrutando la luna piena dalla grande finestra prima di addormentarmi. Un grande ringraziamento va a Rossella Bencini con la promessa di rivederci presto.

 

 

 

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. 65luna ha detto:

    Ero li ieri, oltre del buon vino ci sono bellissimi panorami…Buona serata,65Luna

    1. Vite di Vino ha detto:

      A saperlo..io ero lì fino l’altroieri. Buona serata Luna.

      1. 65luna ha detto:

        A te! 65Luna

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