Tsolikauri (100%) – 12%
Il Tsolikauri (o Tsolikouri), durante la dominazione sovietica della Georgia era considerato uno dei vitigni di maggiore qualità, e il vino prodotto era uno dei preferiti di Stalin. Il Tsolikauri è la varietà più diffusa della regione di Imereti, nella parte occidentale del Paese, e l’interpretazione che ci regalano Gela Patalishvili e John Wurdeman di Pheasant’s Tears è squisita. Minimamente macerato, si presenta con un manto dorato vivace e luminoso, “offuscato” dalla mancata filtrazione. Profuma di succo d’uva, erbe aromatiche, fiori bianchi dolci, agrumi, albicocca candita e cera di miele. Una punta speziata e sentori minerali di gesso completano una paletta olfattiva ricca, delicata e pura, un piacere per il naso e una promessa per il palato. Promessa che si concretizza già dal primo sorso per la gioia delle papille gustative. Fresco e sapido, sostenuto adeguatamente dall’alcol, di grande equilibrio e “tremenda” bevibilità, regala un finale lungo e armonico; conferma (ed ingrandisce), ancora una volta, il mio amore per il caro antico qvevri.
